I terroristi dell’ISIS hanno compiuto un’altra efferata esecuzione. La vittima è Peter Kassig, un operatore umanitario americano di 26 anni rapito in Siria nell’ottobre del 2013. Il video della decapitazione del giovane è stato diffuso online dagli estremisti islamici.  Kassig era già comparso nel video della decapitazione di Alan Henning, il cooperante britannico ucciso i primi di ottobre. In quell’occasione, i terroristi avevano annunciato che la prossima vittima sarebbe stata Kassig.

L’uomo, fondatore dell’organizzazione no profit Sera (Special Emergency Response and Assistance), si era convertito all’Islam durante la lunga prigionia, assumendo il nome di Abdul Rahman. Ex soldato dell’esercito americano,  Kassig aveva militato nelle truppe statunitensi in Iraq nel 2007 prima di essere congedato per motivi medici a settembre dello stesso anno. L’uomo aveva deciso di cambiare vita, mettendosi al servizio degli altri. Dopo aver seguito un corso per assistente medico, si era recato in Siria per aiutare i rifugiati.

A nulla sono valsi gli appelli della madre di Kassig. La donna nelle scorse settimane, in preda alla disperazione, aveva  chiesto di poter parlare con il califfo dell’ISIS Abu Bakr al Baghdadi ma il suo tentativo di stabilire un contatto con i rapitori era caduto nel vuoto. In una lettera inviata ai genitori il 2 giugno scorso Kassig aveva manifestato apertamente le sue paure:

“Sono molto triste per ciò che è successo e per quello che voi a casa state passando. Se dovessi morire, immagino che almeno voi e io possiamo trovare rifugio e conforto nel sapere che sono partito nel tentativo di alleviare la sofferenza e aiutare i bisognosi.”

Nel filmato il boia, l’uomo dal forte accento britannico già protagonista delle altre esecuzioni, afferma che la decapitazione di Peter Edward Kassig è la risposta dell’IS all’aiuto offerto dall’America alle truppe irachene per fermare l’avanzata della Jihad. Il video, della durata di 16 minuti, mostra anche l’esecuzione di 15 soldati siriani prigionieri dei militanti islamici.