L’ISIS torna a minacciare l’Italia in un documento diffuso in rete dal titolo “The Islamic State 2015″, ora al vaglio degli analisti dell’intelligence. Il documento, lunga circa 100 pagine, è scritto in un inglese stentato e svela il piano dei terroristi islamici contro l’Italia: colpire le coste italiane con dei missili lanciati dalla Tunisia, dal Marocco e dalla Libia, e successivamente passare a un’offensiva di terra per vendicare i fratelli islamici oppressi in Europa:

Se Al Qaeda nel Maghreb Islamico lanciasse missili dalla costa tunisina verso l’Italia la potrebbero raggiungere – si legge nel documento.

L’intelligence non sottovaluta l’attendibilità del documento, anche se gli analisti del sito Wikilao si sono affrettati a dichiarare che il testo sembra pura propaganda. Ciononostante, i riferimenti contenuti a pagina 94 del pdf sembrano molto concreti: i terroristi dell’ISIS parlano infatti di missili M-75, con una portata di 170 chilometri, pronti a essere lanciati dalle coste libiche e tunisine per dare inizio alla “Malhama”, la grande guerra contro l’Europa.

Sappiamo che Ansar Bayt al-Maqdis nel Sinai ha contrabbandato missili con Hamas in Palestina qualche anno fa. Quindi avranno dei canali per entrare in possesso di altri missili e per farli consegnare ad altri gruppi armati islamici. Sappiamo che anche Ansar al Sharia, a Bengasi, in Libia, ha preso dei razzi dagli arsenali di Gheddafi.

Il documento The Islamic State 2015 contiene anche una cartina con alcuni obiettivi chiave cerchiati in rosso: oltre a Roma, i terroristi hanno segnato sulla mappa la Spagna e la Turchia.

Oltre alla minaccia di lanciare dei missili contro l’Italia dalla Tunisia, il documento dell’ISIS contiene delle indicazioni per il reclutamento dei combattenti dello Stato Islamico. Agli aspiranti jihadisti vengono fornite informazioni su come raggiungere i campi di addestramento dislocati in Iraq e in Siria. Secondo l’intelligence, più che minacciare concretamente l’Europa, sarebbe proprio questo il vero obiettivo del documento: accendere gli animi degli aspiranti combattenti per reclutare nuove forze da avviare alla causa jihadista.

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