I leader jihadisti che manovrano le fila dei miliziani e dei foreign fighters verranno presto colpiti dagli attacchi dell’alleanza internazionale contro l’ISIS. Ad annunciarlo nelle scorse ore è stato il presidente degli USA Barack Obama rivolgendosi direttamente ai vertici dell’organizzazione terroristica con tono minaccioso, dopo un importante vertice sul terrorismo al Pentagono:

I leader dell’ISIS non possono nascondersi e il nostro messaggio è semplice: voi sarete i prossimi a essere colpiti.

Obama ha poi ricordato ai jihadisti che molti dei loro capi sono già caduti sotto gli attacchi dell’alleanza anti-terrorismo. Per rispondere alle pressioni dei cittadini americani che chiedono interventi più incisivi contro l’ISIS dopo i recenti attentati in California Obama ha deciso di sposare la linea dura annunciata l’11 dicembre scorso dal segretario alla Difesa Ash Carter. Carter si recherà in Medio Oriente nei prossimi giorni per fare il punto della situazione con le forze alleate. Il segretario di Stato John Kerry volerà invece a Mosca per discutere con Putin della questione siriana.

Gli Stati Uniti intensificheranno le operazioni contro l’ISIS in Siria e in Iraq insieme agli alleati per distruggere le roccaforti, i campi di addestramento dei miliziani e togliere ai terroristi il controllo dei pozzi petroliferi con cui finanziano le loro attività belliche. L’expeditionary force americana con base in Iraq compierà incursioni e raid anche in Siria servendosi di corpi speciali. In Iraq secondo i dati diffusi da Obama l’ISIS ha già perso il 40% dei territori conquistati. Purtroppo i militanti usano i civili come scudo e gli interventi dell’alleanza devono necessariamente essere cauti per evitare di spargere il sangue di persone innocenti.

Nel suo discorso Obama ha citato anche l’Italia e gli altri alleati, affermando che tutti i Paesi della coalizione sono pronti a impegnarsi maggiormente per annientare l’ISIS. Il presidente USA ha invocato un’accelerazione e un’intensificazione delle operazioni internazionali contro i terroristi:

Gli Stati Uniti fanno la loro parte come la fanno i nostri alleati: Francia, Germania, Regno Unito, Italia, Australia. Dobbiamo cercare di far sì che i progressi nella lotta all’ISIS siano più rapidi.

Nuova coalizione di 34 Stati arabi contro l’ISIS

Intanto anche gli Stati arabi si coalizzano contro l’ISIS. L’Arabia Saudita ha annunciato un’alleanza di 34 Stati contro i jihadisti. Tra le nazioni che hanno aderito figurano la Giordania, l’Egitto, la Turchia, il Qatar e il Pakistan.