La Gran Bretagna è ufficialmente nel mirino dei terroristi dell’Isis: a dare la notizia è Mark Rowley, il responsabile delle operazioni anti-terrorismo delle forze dell’ordine britanniche, il quale ha parlato di un possibile attentato dalle proporzioni “enormi e spettacolari”.

Secondo le informazioni in possesso di Rowley sarebbe dunque in preparazione un attacco simile almeno per dimensioni a quanto avvenuto a Parigi lo scorso novembre: tra gli obiettivi degli agenti dello Stato Islamico ci sarebbero ancora soldati e agenti della polizia, ma anche simboli dello stile di vita occidentale.

In una conferenza stampa l’ufficiale ha dichiarato che “negli ultimi mesi abbiamo visto un ampliamento dei piani dell’Isis, dalla polizia all’esercito come simboli dello stato a qualcosa di molto più esteso.”

Nonostante gli sforzi della polizia e della comunità, Rowley ha dovuto ammettere che la capacità di propaganda e di proselitismo dell’Isis è rimasta intatta. Se in precedenza gli attacchi previsti dall’Isis e dai suoi agenti sul campo avevano previsto uso di coltelli o di autobombe, in queste caso si parla di potenziali uccisioni di massa.

Nell’incontro con la stampa si è poi discusso dell’incremento del numero di cittadini con disturbi mentali divenuti oggetto di tentativi di reclutamento da parte dei terroristi, tanto che un’unità specifica delle forze dell’ordine deputata a prevenire attacchi del genere ha iniziato a lavorare con psicologi addestrati.

I segni di un incremento della radicalizzazione sono anche numerici: nello scorso anno sono stati 339 gli arresti basati sulle leggi antiterrosimo, e il 77% tra questi ha riguardato cittadini di nazionalità britannica. Poco più della mate degli arrestati è poi finita in carcere.

L’uomo responsabile della pianificazione degli attacchi di Parigi, Abedelhamid Abaaoud, aveva visitato Birmingham e Londra pochi mesi prima di dare il via al massacro avvenuto nella capitale francese.

Sul suo telefono sono state trovate fotografie del suo viaggio, durante il quale era stato ospite di altri jihadisti: Rowley non ha voluto commentare questo dettaglio, ma di sicuro si tratta di segnali che hanno contribuito a far innalzare l’allarme tra le forze dell’ordine britanniche.