Arriva da un sito specializzato in sicurezza e intelligence – Wikilao – la notizia che ha messo in allerta i militari italiani di stanza in Iraq: l’Isis sarebbe seriamente intenzionata a portare a segno un attentato alla diga di Mosul.

La struttura è difesa anche da centinaia di soldati italiani inviati da Roma, che potrebbero finire tra le vittime collaterali del più grande attacco mai architettato dallo Stato Islamico, ordinato direttamente da Abu Bakr al-Baghdadi.

Non si tratterebbe infatti di un attentato usuale, un mordi e fuggi al quale siamo abituati, ma un vero e proprio assalto in piena regola, al quale l’Isis starebbe lavorando da tempo in gran segreto.

Risulta difficile allora ritenere del tutto certo la sicurezza con cui Wikilao ha diffuso la notizia, ma secondo il sito sono stati avvertiti molti movimenti sospetti nel territorio, che avrebbero tradito le intenzioni dei miliziani.

Sarebbero circa duecento – afferma Wikilao – gli uomini arruolati dall’Isis per colpire l’infrastruttura che deve essere rimodernata da una ditta italiana. Sul posto sono presenti circa 500 soldati italiani e quasi cento civili.

Stando al sito gli uomini “sparpagliati in diversi villaggi (Zanazil e Zarnuq fra di essi) dopo un raduno nei pressi delle alture di Badush, ad una quindicina di chilometri da Mosul” farebbero parte di “un contingente multinazionale formato da gente con passaporti francesi, russi, libici e tunisini; tunisino è anche Saleh Bin Ahmed al-Harbi, ritenuto l’organizzatore dell’attacco, che ha messo alla testa dei miliziani un uomo chiamato Abdel Aziz Hussein al-Mashadani”.

All’interno del gruppo ci sarebbero anche cecchini, kamikaze disposti a immolarsi ed esperti combattenti, con una trentina di veicoli a disposizione e anche pezzi di artiglieria.