Arriva il momento del riscatto per l’esercito iracheno, che oggi ha potuto annunciare di aver liberato e riconquistato la città di Ramadi, a maggio occupata dalle forze dell’Isis in una sconfitta che aveva messo in imbarazzo i vertici militari del Paese.

Un portavoce iracheno, il Brigadiere Generale Yahya Rasul, ha annunciato che l’esercito ha conseguito una vittoria epica e che finalmente la bandiera irachena è stata issata sul complesso governativo; fonti locali riportano però il permanere di sparute sacche di resistenza in alcuni quartieri della città, per cui per festeggiare la vittoria definitiva ci vorranno ancora alcuni giorni di combattimenti .

La città di Ramadi, 90 km a ovest di Baghdad, è stata conquistata anche grazie ai raid aerei della coalizione internazionale. L’importanza strategica del luogo deriva sia dalla sua natura di centro della popolazione sunnita dell’Iraq sia dalla sua vicinanza alla capitale.

Il governo degli Stati Uniti si è congratulato per la vittoria attraverso le parole del sua portavoce, il Colonnello Steve Warren: “La riconquista del centro governativo è un traguardo importante ed è il risultato di molti mesi di duro lavoro che ha visto la collaborazione dell’esercito iracheno, il servizio di antiterrorismo, le forze aeree, la polizia locale e federale e i combattenti delle tribù”.

Prima dell’annuncio della vittoria sull’Isis l’esercito iracheno ha voluto assicurarsi che l’area fosse dichiarata priva di trappole esplosive e che i combattenti dello Stato Islamico non fossero in grado di lanciare ulteriori attacchi, anche suicidi, ai danni delle forze di sicurezza. Resta da verificare quanto siano ancora pericolose le permanenti forze dell’Isis ancora attivamente impegnate in una resistenza che pare disperata.

Durante gli scorsi giorni, infatti, le truppe dell’esercito iracheno che avanzavano verso il centro hanno dovuto farsi strada tra edifici e vie costellate di bombe e mine, nel contempo acquisendo il controllo di molti quartieri. Arrivate al complesso governativo le forze di sicurezza hanno raccontato di non avere trovato altro che macerie e rovine, dato che la maggior parte degli edifici erano stati fatti saltare in aria dall’Isis.

Dovrà iniziare ora l’opera di ricostruzione della città, un’impresa non facile, come ha dichiarato Falih al-Essawi, membro del consiglio regionale della provincia di Anbar: “Non sarà semplice convincere le famiglie a ritornare in un luogo in cui mancano i servizi di base”. Secondo alcune fonti il governo dell’Iraq pensa di affidare Ramadi alla polizia locale e alle forze delle tribù sunnite locali in modo da convincerle a partecipare alla lotta contro lo Stato Islamico.