In vista di un imminente attacco alla loro capitale, Raqqa, i miliziani di Al Baghdadi starebbero reclutando tutti i ragazzi dai 14 anni in su per addestrarli al combattimento. A darne notizia è il sito Raqqa is being slaughtered silently, che già nei mesi scorsi ha più volte denunciato il fenomeno dei bambini soldato nello Stato Islamico.

Gli attivisti mostrano l’immagine di un foglio nel quale viene spiegato come i bambini maschi al di sopra dei 14 anni, che vivono a Raqqa e dintorni, debbano registrarsi con l’obbligo di pregare in moschea. Si tratterebbe tuttavia di un pretesto, sottolineano gli attivisti, convinti che l’annuncio emanato riguardi piuttosto una lista di coscrizione. L’Isis, che da tempo si serve di bambini soldato, starebbe quindi cercando nuove forze con cui rafforzare i suoi battaglioni. “I bambini vengono usati per attentati kamikaze, come combattenti, come cecchini e come spie”, spiega John G. Horgan esperto di terrorismo e docente alla Georgia State University di Atlanta. I ragazzi cono costretti con la forza o con il ricatto alle famiglie e mandati nei campi di addestramento per i “cuccioli di leone del Califfato”. Una forza su cui l’Isis sembra puntare sempre più e che potrebbe costituire l’esercito jihadista del domani, spiegano gli esperti.

“I piccoli leoni di Isis” (come vengono definiti) potrebbero quindi essere messi in campo per difendere Raqqa all’indomani dell’annuncio di un massiccio attacco da parte delle milizie curde. La città nel nord della Siria, roccaforte dello Stato Islamico, potrebbe dunque ben presto divenire bersaglio di raid e attacchi via terra da parte della coalizione anti Isis. 50mila uomini (tra curdi, arabi sunniti e assiri cristiani) si è infatti radunata al confine fra Turchia e Siria, riforniti dagli americani con 50 tonnellate di armi e munizioni paracadutate dall’alto. Obiettivo dichiarato dei ribelli è “liberare Raqqa”, sotto il controllo dell’Isis ormai dal 2013.