I combattenti dell’Isis sarebbero riusciti a riprendere il controllo della città siriana di Kobane, sita al confine con la Turchia, alcuni mesi dopo il tentativo riuscito di riscossa delle truppe curde, che dopo un lungo combattimento avevano provocato la rotta dello Stato Islamico.

La vittoria dei curdi a Kobane, avvenuta lo scorso gennaio, era divenuta un evento simbolico e di grande ispirazione per tutte le forze che stanno tentando di arrestare l’avanzata dei feroci terroristi.

Al Jazeera riporta i dettagli della battaglia: seconda il sito arabo i combattimenti sarebbero iniziati dopo un attacco bomba per mezzo di una macchina fatta esplodere a un posto di blocco, mentre dozzine di truppe dell’Isis avrebbero iniziato a farsi strada, confondendo l’avversario grazie all’utilizzo di uniformi curde e dell’armata ribelle siriana.

Lo scontro sarebbe avvenuto su tre fronti, e l’Isis sarebbe riuscita a catturare molteplici posizioni strategiche all’interno della città; nel frattempo un certo numero di soldati dello Stato Islamico si sarebbero fatti saltare in aria detonando cinture esplosive.

Secondo alcune stime si parla di almeno 70 feriti, molti donne e bambini. Alcuni attivisti curdi hanno accusato il governo di Erdogan di essere colluso con le forze dell’Isis, avendo permesso l’attacco a Kobane dal fronte turco; dettaglio, questo dell’attacco dal lato turco, confermato anche dalla televisione di stato siriana.

Negli ultimi giorni le milizie curde avevano affermato di aver ripreso Ayn Issa, località di grande valore strategico, essendo lontana solo 50 km da Raqqa, la capitale di fatto del Califfato e roccaforte siriana dell’Isis.

Nella notte però le truppe dello Stato Islamico hanno lanciato un attacco contro la più grande città curda nel nord-est della Siria, Hasakah, in un battaglia in cui sarebbero morti dozzine di siriani e di soldati dell’Isis. Da Damasco è arrivata la smentita alla notizia, ma l’evidenza dei combattimenti farebbe presupporre un’offensiva su vari fronti dei combattenti dello Stato Islamico, determinati a recuperare terreno.