Lo Stato Islamico (Isis) rivendica l’attentato che stamane ha scosso il centro storico di Istanbul; costato la vita a 11 persone, tra cui 9 turisti tedeschi e 2 sudcoreani. La notizia della rivendicazione è stata data dall’agenzia di stampa turca Anadolu e subito rilanciata da vari media arabi. Secondo il quotidiano egiziano “Al Youm7″ la sigla usata dall’ Isis è “La Provincia di Istanbul”, del califfato di Abu Bakr al Baghdadi.

Identificato anche il giovane kamikaze responsabile dell’esplosione, si tratterebbe del 28enne Nabil Fadli, originario dell’Arabia Saudita; non siriano, come inizialmente si supponeva. Giunto fin nel cuore della città, alle 10:18 di questa mattina, l’attentatore avrebbe attivato l’ordigno che portava addosso, facendo strage di turisti e gettando nuovamente nel caos la Turchia, ancora scossa dalla strage di Ankara, che lo scorso ottobre provocò oltre 100 morti e circa 250 feriti.

Il bilancio dell’attentato di stamane è intanto salito a 11 morti e 15 feriti, alcuni dei quali ancora in gravi condizioni, ha fatto sapere il vicepremier. Tra questi, sei tedeschi, un norvegese e un peruviano.

La Turchia continuerà a combattere il terrorismo e le organizzazioni terroristiche“, ha affermato Erdogan, parlando in diretta tv dopo l’attacco di Istanbul. “Chi ha colpito questo Paese deve essere portato davanti alla giustizia senza ritardo“.

È necessario intervenire al più presto contro il terrorismo internazionale” e  “dobbiamo agire in modo deciso contro questo” gli fa eco la cancelliera tedesca, Angela Merkel.
Condanno in modo forte l’attacco terroristico di Istanbul. Tutti gli alleati della Nato sono uniti nella lotta contro il terrorismo”, ha risposto su Twitter il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg.

L’attacco terroristico di Istanbul è scioccante. Sono vicino a familiari e amici delle vittime. Il Regno Unito cerca con urgenza dettagli dal governo turco”, ha twettato il ministro degli Esteri britannico, Philip Hammond. Mentre il premier francese, Manuel Valls, ha commentato: “E’ una guerra”. “Condoglianze per le vittime, i loro cari, e la Turchia”. “Sono minacce che conosciamo”.