La sorte degli ostaggi nelle mani dei terroristi dell’Isis rimane in bilico, scaduto l’ultimatum per la liberazione del nipponico Kenji Goto e del giordano Mouad al Kassasbeh.

Per quanto riguarda quest’ultimo il governo di Amman sta cercando da tempo di sincerarsi delle sue attuali condizioni di salute. Il pilota che era stato catturato in Siria alla vigilia di Natale era stato dato per morto nelle prime ore seguenti la circolazione della notizia.

L’Isis però ha proceduto con le trattative come se Kassasbeh fosse ancora vivo, chiedendo in cambio del suo rilascio la liberazione di Sajida al Rishawi, la terrorista di al-Qaida coinvolta negli attentati ad Amman nel 2005, nei quali persero la vita circa 60 persone.

Attualmente detenuta nelle prigioni giordane, dove sconta un ergastolo, la donna si era salvata perché non era riuscita a far detonare la propria cintura esplosiva.

La Giordania ha accettato in via provvisoria lo scambio, ma ha chiesto che vengono fornite delle prove che attestino lo stato di salute di Mouad al Kassasbeh. Le indecisioni di Amman hanno scatenato le feroci accuse del padre dell’ostaggio, il quale fa parte di un gruppo di potere molto influente e ha accusato le autorità di non essersi impegnate a sufficienza nella questione.

Il governo giapponese nel frattempo sta facendo di tutto per liberare il giornalista Kenji Goto, nelle mani dell’Isis dallo scorso ottobre. È quanto affermato dal premier Shinzo Abe.

Il più recente ultimatum dell’Isis, impegnato nel frattempo in diversi attentati su vari fronti, era stato letto proprio dal giapponese e questo particolare ha scatenato qualche perplessità tra i negoziatori, che non sanno se anche Goto entrerà a far parte della trattativa intorno alla liberazione della terrorista.

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