I militanti dello Stato Islamico continuano a colpire l’Egitto: è stata infatti rivendicata dall’Isis l’esplosione di una bomba, avvenuta nella notte di ieri a Giza, nella quale sono rimaste uccise 10 persone, tra cui sette poliziotti e tre civili.

L’operazione antiterrorismo della polizia aveva portato gli agenti alla perquisizione di un appartamento segnalato come sospetto: da quanto sembra dalle prime indagini sembra che la squadra non abbia atteso l’arrivo degli artificieri e abbia iniziato a manipolare un ordigno, la cui esplosione li ha investiti, provocando danni allo stesso edificio e ad altri tre palazzi adiacenti.

Inizialmente il Ministero dell’Intero aveva affermato che il team delle forze dell’ordine si trovava alla ricerca di un covo di elementi terroristici dei Fratelli Musulmani.

Un’affermazione smentita da fonti affidabili nelle prime ore successive all’incidente, che hanno indicato l’appartamento come base del gruppo Ansar Beit el-Maqdes, affiliato proprio allo Stato Islamico dal 2014 e già responsabile di numerosi attacchi. A confermare l’attribuzione anche la rivendicazione dello stesso Isis su Twitter.

L’esplosione è avvenuta quasi a ridosso del quinto anniversario della rivoluzione del 2011 che ha posto fine al regime di Hosni Mubarak, ora sostituito dalla giunta militare guidata da Abdel Fattah el-Sisi passato al potere proprio con un colpo di stato ai danni dei Fratelli Musulmani regolarmente eletti.

In questi giorni le forze dell’ordine sono stati impegnate proprio in migliaia di raid volti a trovare i membri dei Fratelli Musulmani pronti a organizzare manifestazioni e proteste nel giorno del 25 gennaio, data della deposizione di Mubarak: già in passato in simili occasioni vi sono stati scontri accesi che hanno portato a decine di morti tra entrambe le fazioni. A piazza Tahir, dove la rivolta aveva trovato la propria base, il governo ha invece deciso di istituire una festa della polizia.

Quasi nelle stesse ore dell’incidente i terroristi del gruppo affiliato a Isis hanno colpito anche un posto di blocco della polizia ad Al Arish, sita a nord del Paese, in cui sono rimasti uccisi cinque agenti.