La guerra all’ISIS in Libia, in Iraq e in Siria procede a ritmi serrati. Dopo la liberazione della città libica di Sirte da parte della coalizione anti-ISIS gli occhi sono puntati sul fronte siriano, dove la situazione è complicata dalla guerra civile tra i ribelli e le forze fedeli ad Assad.

La Russia confermando il nuovo asse con l’Iran e con la Turchia  nelle scorse ore per la prima volta dall’inizio dei raid sulle roccaforti dell’ISIS ha usato le basi iraniane. La conferma è arrivata dal ministero della Difesa russo, che ha reso noto di aver autorizzato lo schieramento  in Iran di bombardieri a lungo raggio Tupolev Tu-22M3 e di cacciabombardieri Sukhoi Su-34.

Il ministro ha confermato che gli aerei russi decollati dalle basi iraniane hanno effettuato diversi raid colpendo le postazioni dell’ISIS in Siria nelle province di  Aleppo, Deir ez-Zor e Idlib e mietendo decine di vittime tra i terroristi. L’utilizzo delle basi iraniane ha un duplice obiettivo: risparmiare tempo e denaro, come ha spiegato l’ammiraglio russo Vladimir Komoedov,  a capo della Commissione Duma per la Difesa:

Volare dalle basi della parte europea della Russia è costoso e richiede tempo. La questione delle spese per le azioni belliche e militari è adesso di grande importanza. Non dobbiamo sforare il budget attuale del ministero della Difesa. I voli dei Tupolev Tu-22 dall’Iran significano meno carburante e maggiore carico di bombe.

La scelta di utilizzare le basi iraniane per i raid obbedisce anche a un’altra strategia: ridurre al minimo le perdite. A differenza dei raid che partono da basi siriane decollare dall’Iran evita infatti che i mezzi militari sorvolino zone di guerra. L’Iran ha assicurato alla Russia piena collaborazione nella lotta all’ISIS, un nemico comune. Il capo del Consiglio di sicurezza nazionale della Repubblica Islamica Ali Shamkhani ha dichiarato che

La collaborazione tra Teheran e Mosca per la lotta contro il terrorismo è strategica, al riguardo stiamo coordinando capacità e strutture.

Ali Shamkhani  ha poi rivolto un appello alle nazioni confinanti, invitandole a non finanziare i terroristi dell’ISIS. Intanto la Russia e gli Stati Uniti sarebbero vicine a un accordo per ripristinare la pace ad Aleppo, città messa in ginocchio dalla guerra civile.