Nel governatorato di Hassake sarebbero iniziate le prime esecuzioni dei cristiani rapiti dall’Isis negli scorsi giorni.

A riferire la notizia è l’Osservatorio siriano dei diritti umani, nella persona dell’arcivescovo Jacques Behan Hindo e l’archimandrita Emanuel Youkhana.

Proprio quest’ultimo, che aveva reso noto al mondo l’attacco delle truppe dell’Isis ai villaggi della zona nord-est del Paese, ha parlato della morte di 15 degli ostaggi:Molti di loro stavano difendendo i loro villaggi e le loro famiglie”.

Per ora si conoscono solo i dettagli di tre delle esecuzioni portate avanti dall’Iis. A Tel Hormidz una donna è stata decapitata, mentre altri due uomini sarebbero morti in seguito a ferite da armi da fuoco. Nessun particolare è invece noto riguardo alle altre 12 vittime.

Rispetto al centinaio di persone riferite lo scorso lunedì sembra che il numero dei cristiani rapiti sia cresciuto, arrivando a circa 350 unità. Il tragico aumento è avvenuto in seguito ai rapimenti di 80 persone nel villaggio di Tel Jazira, 21 in quello di Tel Gouran, 5 di Tel Feytha e 3 di Qabir Shamiya, più ben 51 famiglie catturate da Tel Shamiram. La maggior parte di queste persone sarebbero state prelevate e spostate dall’Isis nel villaggio sunnita di Um Al-Masamier.

Secondo alcune fonti per la giornata odierna sarebbe previsa un’esecuzione di massa nella Moschea di Bab Alfaraj. Nel frattempo nei 35 villaggi a prevalenza cristiano-assira vi è il vuoto assoluto: gli abitanti sono stati catturati o sono riusciti a fuggire dirigendosi verso Qamishli.

Anche in seguito alla distruzione dei reperti archeologici del museo di Mosul, mostrata in un video girato dai terroristi dell’Isis, in tutto il mondo è cresciuto lo sdegno per la violenza inferta a persone e a tesori storici dell’umanità.

In Italia il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, in una nota pubblicata dalla Farnesina, ha dichiarato che è prioritario per la comunità internazionale “proteggere la ricchezza culturale e religiosa di un Medio Oriente multietnico”. Per fare ciò “è necessario moltiplicare gli sforzi per contrastare l’estremismo violento, respingerne l’impostazione ideologica basata sull’intolleranza e l’odio”.