La propaganda dell’ISIS avrà vita dura. Dopo la decisione di alcune emittenti televisive, tra cui RaiNews24, di non trasmettere più i filmati dei terroristi islamici per non fare il gioco degli jihadisti, seminando il terrore tra gli occidentali, anche il social network Twitter scende in campo per bloccare la diffusione dei messaggi degli estremisti.

Negli ultimi sette giorni, Twitter avrebbe infatti cancellato ben 2 mila account jihadisti. A riferirlo è l’emittente televisiva statunitense ABC. Tra gli account cancellati figurano 13 dei 16 profili principali dell’organizzazione terroristica. La reazione dell’ISIS non si è fatta attendere. Ieri gli jihadisti hanno esortato tutti i militanti a uccidere i dipendenti di Twitter e il fondatore della compagnia Jack Dorsey.

Per l’ISIS perdere il controllo dei principali account Twitter impiegati per la propaganda jihadista è un duro colpo. I terroristi possono sempre creare nuovi account, ma ricostituire un seguito di milioni di follower non sarà altrettanto semplice e immediato. Senza contare che Twitter avrà facoltà di bloccare anche i nuovi account riconducibili agli jihadisti, rendendo vano ogni sforzo dei militanti dello Stato Islamico.

Sin dalla sua nascita l’autoproclamato califfato islamico, guidato da Abu Bakr al Baghdadi, ha utilizzato Twitter per rivendicare gli attentati, i massacri e le esecuzioni più efferate, per cercare nuovi proseliti e lanciare minacce al mondo occidentale. Grazie alla propaganda via Twitter l’ISIS ha indottrinato migliaia di simpatizzanti in tutto il mondo.

Secondo fonti vicine alla compagnia Twitter non avrebbe sospeso gli account degli jihadisti per via delle pressioni ricevute dal Governo statunitense, come qualcuno sta insinuando nelle ultime ore. Tutt’altro: l’intelligence americana avrebbe voluto mantenere gli account dei terroristi aperti per controllare più facilmente le mosse degli jihadisti.

Twitter avrebbe deciso di bloccare gli account dei terroristi per una ragione molto più semplice: la violazione della policy. Sempre più utenti hanno infatti lamentato violazioni delle norme comunitarie. L’utilizzo di Twitter, infatti, è soggetto a limitazioni. Le minacce dirette nei confronti di altri utenti, la violenza e l’odio razziale non sono ammessi dalla community.

Intanto i vertici di Twitter hanno fatto sapere che stanno collaborando con le autorità per accertare la natura e l’attendibilità delle minacce rivolte dall’ISIS ai dipendenti della compagnia e al fondatore. Dopo la strage nella redazione della rivista satirica Charlie Hebdo, in Francia, non si può sottovalutare alcuna minaccia.

J.M. Berger, analista che monitora i messaggi dei terroristi online, co-autore di “ISIS: The State of Terror” insieme a Jessica Stern, spiega: “Se fossi Twitter, sarei preoccupato”. Intanto anche la coalizione si batte per bloccare la propaganda jihadista, bombardando le postazioni dell’ISIS in Siria e in Iraq in cui hanno sede i media jihadisti responsabili della creazione e della diffusione dei video terroristici.