Sarebbe morta Samra Kesinovic, la 17enne austriaca che l’anno scorso è scappata di casa insieme all’amica Sabina Selimovic per arruolarsi nelle truppe dell’Isis. La notizia della morte della ragazza è stata pubblicata da alcuni quotidiani locali, ma non è stata ufficialmente confermata dalle autorità che aspettano di essere certe dall’accaduto.

Stando a quanto riportano i giornali, che avrebbero raccolto la testimonianza di una donna tunisina che conosceva la giovane e che è riuscita a fuggire dall’orrore siriano, questa sarebbe stata picchiata a morte dopo aver tentato di scappare da Raqqa e quindi di disertare dalle fila dello Stato Islamico, dopo aver sposato uno dei combattenti.

A confermare le parole della donna tunisina ci sarebbero le precedenti parole di David Scharia, che fa parte del comitato contro il terrorismo del consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, il quale ha affermato di aver avuto informazioni da fonti certe sulla sorte delle due, entrambe figlie di rifugiati bosniaci: “Sabina sarebbe morta in un conflitto a fuoco, mentre di Samra non si è saputo più nulla”.

Tipico esempio del fenomeno dei foreign fighters occidentali, una piaga che sembra espandersi a macchia d’olio, il caso di Samra era balzato agli onori della cronaca ad aprile del 2014, quando insieme all’amica Sabina aveva scelto di unirsi alla lotta dell’Isis prendendo un volo per Ankara, in Turchia, dove le due sono state addestrate nei pressi di Adana, non molto distante dal confine con la Siria.

Dietro la conversione radicale delle due potrebbe esserci un predicatore islamico noto come Abu Tejad, già conosciuto dalle autorità austriache per i suoi contatti con le rete terroristiche locali e per questo motivo finito in carcere.

Dopo essersi addestrata in Turchia la coppia sarebbe riuscita a passare il confine semplicemente proseguendo a piedi: giunte in Siria le due avrebbero sposato dei guerriglieri dell’Isis ed è a questo punto che sarebbero comparse le loro foto sui social network in cui le si vedeva imbracciare dei kalashnikov. I canali di comunicazione dello Stato Islamico, molto attento alla promozione di se stesso e della propria causa anche in Occidente, avevano fortemente insistito su questa seria presentandola come un successo significativo.

Sabina aveva addirittura rilasciato un’intervista al giornale Paris Match, tramite sms, in cui dichiarava di essere felice della propria scelta, salvo poi morire in combattimento, seguita poi dall’amica Samra intenta invece a fuggire, se dovessero essere confermate le notizie delle ultime ore.