Nuovissimo duro colpo per l’organizzazione terroristica Isis che, se la notizia dovesse essere confermata, potrebbe trovarsi in seria difficoltà dal punto di vista della leadership.

Un portavoce del ministro della difesa dell’Iraq, Tahsin Ibrahim, ha infatti annunciato la morte del numero 2 dello Stato Islamico, Abu Alaa al-Afri, un ex insegnante di fisica iracheno che di fatto era divenuta la guida del gruppo jihadista dopo il ferimento del califfo Abu Bark al-Baghdadi.

Si legge nel comunicato stampa inviato che al-Afri non sarebbe stato l’unico obiettivo: “Sulla base di precise informazioni d’intelligence nel raid aereo da parte delle forze della coalizione internazionale, oltre ad al-Afri, sono stati uccisi molti esponenti del gruppo criminale riuniti nella Moschea dei Martiri nella zona di Tal Afar”

La prova, per ora non supportata dalle autorità americane, proverrebbe da un video che mostra il bombardamento da parte della coalizione guidata dagli Stati Uniti di un moschea di Mosul in cui si presume che al-Afri stesse incontrando altri leader dell”Isis.

Proprio pochi giorni fa sulla testa dell’uomo era stata posta una taglia di 7 milioni di dollari dal dipartimento di Giustizia americana, destinata a essere riscossa da chiunque avesse informazioni utili alla sua cattura. Una coincidenza che potrebbe non essere fortuita e potrebbe persino far pensare a un tradimento interno.

Abu Alaa al-Afri è stato descritto come una figura di estremo carisma, eccellente organizzatore e al centro di una rete di contatti molto vasta. Dopo aver trascorso un lungo periodo in Afghanistan è stato in lizza con al Baghdadi per la leadership dell’Isis.

Quest’ultimo, stando alle notizie diffuse in precedenza, sarebbe rimasto gravemente ferito alla spina dorsale durante un altro raid aereo, con conseguente semiparalisi che avrebbe indotto il califfo a trasferire il suo mandato, almeno in maniera provvisoria ad al-Afri. Il  passaggio di consegne in realtà non è mai stato confermato dal Pentagono, che ha anzi ribadito come la posizione al vertice fosse ancora detenuta da al-Baghdadi, per il cui ferimento i terroristi dell’Isis avevano affermato di volersi vendicare colpendo il cuore dell’Europa.