Gli Stati Uniti affermano di avere prove certe che uno dei membri più importanti dell’Isis, Hafiz Saeed Khan, sia rimasto ucciso in un raid effettuato lo scorso mese tramite un drone.

L’uomo è conosciuto come il vertice dello Stato Islamico in Afghanistan e Pakistan e sarebbe stato ucciso nel corso di un’operazione avvenuta nel distretto di Kot, nella provincia afgana di Nangharhar, come riferisce Hazrat Omar Zakhilwal, uno dei diplomatici afghani di punta in Pakistan.

Insieme a lui, nell’ambito di una missione bellica più ampia, sarebbero stati eliminati anche altri combattenti e vice di Saeed, per un totale di circa 300 persone.

Secondo le stime del comandante delle forze americane e della Nato in Afghanista, il generale John W Nicholson, si tratterebbe di quasi il 25% delle truppe dislocate in Afghanistan dall’Isis: segno dunque che le operazioni sul territorio dello Stato Islamico, nonché le attività di reclutamento, sarebbero state seriamente compromesse.

Saeed, ex membro del ramo pachistano dei talebani, era però già stato dato per morto anche l’anno scorso, per quanto la sua uccisione non fosse mai stata ufficialmente confermata. Già a maggio un altro raid in Pakistan aveva ucciso il leader dei talebani afghani, Mullah Akhtar Mansour.

I talebani e al-Qaeda sono acerrimi nemici dell’Isis di al-Baghadi in Afghanistan e Pakistan, avendo rigettato la sua autoproclamazione a leader del Califfato con aspirazioni di dominio mondiale e di fatto in territorio afghano i due schieramenti si sono scontrati molte volte: i talebani però hanno dovuto affrontare anche defezioni di alcuni loro membri, che hanno adottato la bandiera nera dello Stato Islamico.

Quest’ultimo è stato confinato a un pugno di distretti del Nangarhar, al confine con il Pakistan, e i miliziani sono spesso accusati di raid nei villaggi e negli avamposti del governo. La scorsa settimana si è però temuto che fosse in corso un’operazione di espansione, in quanto un ospedale pakistano nella città di Quetta è stato attaccato, provocando la morte di almeno 70 persone (per quanto l’attentato sia stato rivendicato anche dai talebani).