I terroristi dell’Isis hanno concesso al governo di Tokyo 24 ore prima di uccidere anche il secondo ostaggio giapponese: Kenji Goto. Il giornalista freelance è nelle mani degli jihadisti dall’ottobre del 2014, quando si recò in Siria per cercare di salvare la vita a un altro ostaggio giapponese: Haruna Yukawa, rapito dai militanti dell’Isis nell’agosto dello stesso anno e decapitato il 24 gennaio scorso, dopo il rifiuto del Giappone di pagare un riscatto di 200 milioni di dollari.

Goto nelle ultime ore ha lanciato un video appello al Giappone e alla Giordania, affermando di avere a disposizione solo 24 ore di vita. I terroristi islamici minacciano infatti di uccidere il giornalista se non verrà rilasciata immediatamente Sajida al-Rishawi, moglie del kamikaze che uccise 57 persone ad Amman nel 2005. La donna, attualmente, è detenuta in un carcere giordano in attesa di essere giudicata dopo aver presentato appello contro la pena di morte che le è stata inflitta. Sajida al-Rishawi prese parte infatti all’attentato kamizake in cui perse la vita il marito ma la sua cintura piena di esplosivo non si attivò. La donna perciò sopravvisse e venne catturata.

Mi è stato detto che questo è il mio ultimo messaggio e che la mia libertà è nelle mani della Giordania, ha dichiarato Goto. Il governo giapponese faccia tutte le pressioni politiche possibili sulla Giordania per il rilascio di Rishawi. Lei per me, uno scambio.

Ma Kenji Goto non sarà l’unico a perdere la vita se la terrorista Sajida al-Rishawi non verrà rilasciata. L’Isis, infatti, minaccia di uccidere anche il pilota giordano Muadh Kasaskbah, catturato a dicembre del 2014. Nel video appello alle autorità giordane e giapponesi Kenji Goto mostra una foto di Muadh Kasaskbah. Secondo le ultime notizie divulgate dai media giapponesi, il Giappone e la Giordania sono in stretto contatto per evitare l’uccisione dei due ostaggi. L’emittente giapponese Nhk nelle ultime ore ha parlato di trattative in corso tra la Giordania e l’Isis:

“Amman sta prendendo contatti con grande cautela attraverso vari canali per non mettere a rischio la vita del pilota, e coopera con il Giappone per la liberazione dell’altro ostaggio”.