È ormai stato definitivamente provato il legame che unisce la terribile strage di Dacca in Bangladesh, nella quale sono morti nove italiani, e la jihad globale condotta dall’Isis.

Ma le rivendicazioni dei combattenti tra le fila del Califfato non si limitano semplicemente a reclamare come proprie le azioni dei terroristi bengalese, quanto a minacciare il resto del mondo e in particolar modo l’occidente.

Un nuovo video dell’Isis è infatti stato messo online, prima su un sito affiliato all’organizzazione e poi su YouTube. Le immagini riprendono prima quelle dei notiziari che si sono occupati del massacro di Dacca (ma anche di quelli di Parigi, Bruxelles e Orlando) in cui hanno perso la vita ventidue persone in totale, per poi dare spazio ai discorsi di tre militanti bengalesi.

Con alle spalle le immagini notturni di alcune strade trafficate, i tre ricordano a tutto il mondo che la lotta dello Stato Islamico non avrà fine fino a che non sarà applicata la sharia, la legge islamica, in ogni angolo del pianeta: “La Jihad che ora è stata portata in Bangladesh ci è stata promessa dal profeta Maometto.”

L’unico dei tre che si esprime in inglese si rivolge ai “crociati, cristiani ed ebrei e i loro alleati” annunciando che la lotta “andrà avanti fino alla fine, vinceremo o moriremo da martiri per la nostra religione e conquisteremo lo Sahadaat” (ovvero il martirio, NdR), perciò “non abbiamo nulla da perdere”.

Ciò che avete visto in Bangladesh non è che un accenno a ciò che accadrà. Gli attacchi si ripeteranno senza fine fino a che voi avrete perso e noi vinto”, promette il terrorista, che chiude il suo discorso ponendo una domanda ai suoi nemici, un enigma apparentemente insolubile: “Come sostenete questa nozione ‘Shirk’ (idolatra, NdR) di democrazia? Non sapete che dà il potere alle persone di applicare la legge e ha potere lì dove il potere spetta solo ad Allah?”