Gli Stati Uniti e la Russia sono impegnati in un negoziato al fine di arrivare a una nuova risoluzione da presentare all’Onu per colpire le fonti di finanziamento dell’Isis.

In quanto attualmente a capo del Consiglio di sicurezza, gli USA stanno insistendo per l’adozione di nuove misure da far approvare al meeting del 17 dicembre, al quale presenzieranno alcuni dei Ministri delle Finanze dei 15 Paesi membri.

Stando alle informazioni disponibili la nuova risoluzione dovrebbe essere basata su quella del 1999 approvata per colpire le finanze di al-Qaeda e del suo leader Osama bin Laden. La richiesta di approvazione era già stata discussa lo scorso febbraio ma la Russia aveva posto il proprio veto richiedendo che tra le misure fosse incluso l’obbligo per il Segretario Generale di rendere noti quali Paesi violino il divieto di avere rapporti commerciali con Isis.

Per questo motivo USA e Russia stanno attualmente lavorando insieme a una nuova bozza per rendere il testo finale più adatto alla lotta contro il gruppo terroristico. Per quanto i metodi di finanziamento dello Stato Islamico siano noti, molti dettagli restano ancora oscuri e quindi difficili da contrastare.

Il gruppo basato in Siria e in Iraq provvede alle proprie esigenze economiche vendendo il petrolio estratto nei territori occupati (l’accusa che la Russia rivolge alla Turchia), ma sopratutto tramite le tasse e le multe imposte sulle attività delle popolazioni sotto il loro controllo, nonché su altre attività illegali come il commercio clandestino di opere d’arte e reperti archeologici. Minore, ma ugualmente importante, è il flusso di denaro trasferito da e verso Siria e Iraq, transazioni che la risoluzione spera di bloccare.

In totale le stime parlano di circa un miliardo di dollari all’anno, rendendo così Isis il gruppo terroristico più ricco del mondo. Nella bozza di risoluzione la Russia vorrebbe che qualsiasi azione attuata fosse approvata anche dagli Stati coinvolti: il riferimento è ad Assad e alla Siria, ma pare difficile che una simile disposizione possa trovare il favore degli altri membri del Consiglio.