Nessuno spiraglio di pace, almeno per il momento, nella Striscia di Gaza: l’escalation di violenze in atto diventa di ora in ora sempre più preoccupante e nella notte è avvenuta la prima incursione di terra ad opera di truppe speciali israeliane, che ha varcato il confine a nord della Striscia e ha ingaggiato un conflitto a fuoco con alcuni militanti di Hamas.

L’operazione israeliana è durata circa due ore e ha avuto come obiettivo la distruzione di alcuni sistemi di lancio missili in dotazione ad Hamas. Le truppe sono poi rientrate all’interno del territorio di Israele e il gabinetto di sicurezza del governo ha fatto sapere che procederà ad ammassare reparti militari al confine con la Striscia e che nel frattempo si continuerà ad insistere con i raid aerei.

Di ora in ora si aggrava anche il bilancio dei morti: 168 le vittime palestinesi e oltre mille il numero dei feriti. La popolazione sta scappando in massa proprio dalla zona nord di Gaza (circa 17 mila persone in fuga) ed è stato lo stesso esercito israeliano a lanciare volantini sul territorio di Betit Lahia con lo scopo di invitare i cittadini ad abbandonare le proprie case e a non mettere così in pericoloso se stessi e le proprie famiglie. Stesso avvisato è giunto anche dai media palestinesi.