“Noi utilizziamo i sistemi anti-missile per proteggere i nostri civili, loro usano i loro civili per proteggere i loro missili. Questa è la differenza tra noi e loro.”, la posizione di Israele nello scontro con Hamas nella Striscia di Gaza è chiara.

Siamo arrivati al sesto giorno dell’operazione militare “Protective Edge”, con intercettazione di razzi palestinesi e i conseguenti raid aereo/navali su Gaza,  nella quale Israele cerca di difendere i propri civili dai razzi che quotidianamente vengono lanciati dalla Striscia di Gaza dall’organizzazione fondamentalista islamica di Hamas.  Il bilancio di questi primi sei giorni è di oltre 170 morti tra i palestinesi, 1000 feriti e numerosi i depositi di armi distrutti.

Nelle città israeliane continuano a suonare le sirene antimissili, anche a Tel Aviv e Gerusalemme non ne sono immuni, la popolazione e i turisti appena viene lanciato l’allarme si rifugia nei numerosi rifugi che lo Stato di Israele ha costruito.

Nella giornata di ieri forze di terra israeliane sono penetrate nella zona nord, e sulla costa, della striscia di Gaza, l’obiettivo erano i sistemi di lancio dei missili di Hamas. L’operazione, la prima con un ampio dispiegamento di militari israeliani oltre la linea di confine con l’area palestinese, è durata circa due ore, ha visto anche uno scontro con le Brigate Al Quds (braccio armato della Jihad islamica palestinese), nessun caduto tra le fila israeliane, si parla di quattro feriti, poi le truppe dell’IDF (Israel Defence Forces) sono rientrate all’interno dei confini di Israele. Nessun comunicato sugli obiettivi colpiti. Per una vera e propria incursione via terra sembra però che Israele aspetti il dispiegamento completo delle migliaia di riservisti richiamati nei giorni scorsi.

Il ministro della Difesa di Gerusalemme, Moshe Yaalon: “ci aspettano lunghi giorni di combattimenti”.

Da ormai due giorni sono in corso contatti tra Egitto, Giordania, Qatar, Europa e Stati Uniti per arrivare ad una proposta di cessate il fuoco che possa trovare l’accordo di Israele e di Hamas. Al momento però nessun accordo è stato trovato.