Dopo il fallimento francese e egiziano, il presidente dell’autorità palestinese Abu Mazen è volato in Qatar per incontrare, oggi, il leader di Hamas in esilio, Khaled Meshaal, e per parlare di un possibile cessate il fuoco con Israele. Molto probabile anche un faccia a faccia con il segretario generale dell’ONU Ban Ki-moon.

A Doha la riunione sarà presieduta dall’Emiro del Qatar Sheikh Tamim bin Hamad al-Thani, che è ormai l’interlocutore ufficiale tra Hamas e la comunità internazionale.

Fanno sapere dall’emirato del golfo che: “Il Qatar ha presentato le richieste di Hamas alla comunità internazionale, la lista è stata presentata alla Francia e alle Nazioni Unite, i colloqui di domani sono focalizzate alla negoziazione, ulteriormente, di queste condizioni.” 
Hamas, che controlla la Striscia di Gaza, ha respinto gli sforzi egiziani per porre fine alla lotta che ha ucciso oltre 355 palestinesi, feriti oltre 2.400, per lo più civili.

Le ultime notizie degli scontri parlano di un aumento dei caduti da entrambi i fronti, ai 355 morti palestinesi si aggiungono i 2 soldati israeliani di questa notte. Fonti mediche, non confermate, parlano di nove soldati caduti ma il bilancio delle vittime non è ancora stato confermato dall’esercito dello Stato di Israele. Sarebbero 12 le vittime israeliane al tredicesimo giorno dell’offensiva dell’operazione Protective Edge, dall’altra parte, il braccio armato di Hamas parla di 15 soldati israeliani uccisi.

Le offensive terrestri intanto si intensificano. Nuovi raid e tiri di artiglieria nella notte hanno colpito la Striscia di Gaza da parte dell’esercito israeliano, così come continuano le operazioni terrestri dell’esercito israeliano che mirano a distruggere i tunnel dove i terroristi riescono a entrare nel territorio nemico.