L’azione militare di Israele nella striscia di Gaza ha già fatto le prime inevitabili vittime tra i palestinesi: sei persone, tra cui un innocente neonato di 5 mesi, sono rimaste uccise dai tiri dei carri armati israeliani nell’ambito dell’offensiva terrestre. I feriti sono decine dopo gli oltre 200 morti e 1.500 ferit in 10 giorni di raid. La situazione è definita pesante sia a nord sia a sud dall’Unrwa, agenzia Onu in loco, mentre alcuni media locali scrivono che solo il 20% della Striscia dispone dell’elettricità dopo gli ultimi bombardamenti.

La guerra si è fermata per cinque ore, per la tregua umanitaria richiesta dalle Nazioni Unite per permettere ai palestinesi di rifornirsi di cibo. Allo scadere i bombardamenti sono ricominciati. L’assalto sembra sia stato pianificato da tutti i lati, anche dal mare: i militari hanno avvertito i giornalisti di evacuare l’area anche se l’incursione della notte pare essere limitata visto che l’obiettivo dell’esercito sarebbe quello di distruggere i tunnel scavati da Hamas (per riuscire a infiltrare i miliziani dentro a Israele) eliminando batterie di lancio per i missili, operazione che non è riuscita da parte dell’aviazione.

Hamas, dopo l’annuncio dell’attacco, aveva risposto così: “Aspettavamo con ansia questa operazione di terra per impartire una lezione agli israeliani” ha sottolineato un portavoce delle Brigate Ezzedin al-Qassam, braccio militare dell’organizzazione. L’operazione non ha limiti di tempo e il capo di Stato maggiore, ha ordinato di richiamare altri 18 mila riservisti nonostante i 60mila a disposizione. I servizi segreti avvertono che il caos del futuro potrebbe essere peggiore del presente con Hamas: il territorio tra Israele, l’Egitto e il mare rischia di finire sotto il dominio di gruppi ancor più estremisti di quelli attuali

L’Unrwa, l’agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi, ha denunciato di aver scovato venti razzi in una delle sue scuole mentre l’intelligence israeliana accusa Hamas di usare le strutture civili come basi militari. Il portavoce del Dipartimento di Stato degli USA, Jennifer Psaki, ha detto che verranno raddoppiati gli sforzi per cessate il fuoco.