Di storielle negazioniste sull’Olocausto ne abbiamo sentite a volontà, negli ultimi decenni (una delle migliori: le camere a gas furono strumenti igienici, utilizzate per sterminare non gli ebrei ma i pidocchi), alcune delle quali orientate a scagionare del tutto o almeno in parte Adolf Hitler dalla responsabilità della Shoah. Per questo motivo, l’ultima versione innocentista – “Inizialmente Hitler non voleva uccidere gli ebrei ma solo espellerli, fu il Gran Muftì di Gerusalemme a suggerirgli di bruciarli” – non avrebbe fatto così scalpore, se a proporla non fosse stato Benjamin Netanyahu, ovvero il primo ministro israeliano, questa mattina al Congresso Sionista. Quel che è certo è che se un rappresentante della destra oltranzista israeliana arriva al punto di difendere Hitler, praticamente il diavolo incarnato per ogni ebreo del pianeta, pur di scaricare la colpa sul boss dei palestinesi dell’epoca, significa che la tensione in Medio Oriente ha oltrepassato i limiti di guardia.

La sbalorditiva dichiarazione di Netanyahu ha inevitabilmente sollevato un vespaio di polemiche, a iniziare naturalmente dalla parte lesa, ovvero l’Autorità Palestinese. “Lo Stato di Palestina“, ha commentato il segretario generale dell’Olp Saeb Ekerat, “denuncia queste affermazioni in quanto moralmente indifendibili ed infiammatorie. Gli sforzi palestinesi contro il regime nazista sono profondamente radicati nella nostra storia. Netanyahu ha incolpato i palestinesi dell’Olocausto, assolvendo completamente Adolf Hitler dell’odioso ed inaccettabile genocidio del popolo ebraico“. Ma anche sul fronte interno non sono mancate le bastonate dialettiche al premier israeliano. Il leader dell’opposizione, Isaac Herzog, ha definito queste parole “una pericolosa distorsione da correggere immediatamente“, poiché se è vero che il Gran Muftì era un sostenitore delle politiche hitleriane, queste avevano preso forma molto tempo prima. Sulla stessa linea d’onda anche il Centro Simon Wiesenthal di Gerusalemme: “Dichiarazioni totalmente prive di fondamento. Non c’è dubbio che il Gran Mutfì fosse favorevole ai nazisti, ma Hitler non aveva certo bisogno di essere convinto“.