La coltre di neve che ha coperto la Turchia sta provocando disagi in ogni settore, e in particolar modo quello dei trasporti: a Istanbul circa 500 italiani si trovano bloccati dal 6 gennaio all’interno dei due aeroporti Ataturk e Sabiha Gokcen.

Il maltempo ha dunque colto i nostri connazionali, che ovviamente non sono i soli turisti coinvolti nella vicenda, la quale sembrerebbe avviata verso una lenta risoluzione, in parallelo con il miglioramento delle condizioni climatiche.

La Turkish Airlines ha dovuto cancellare centinaia di voli interni e internazionali (solo oggi sono 227, mentre ieri e sabato erano stati 600) da quando la nevicata ha bloccato il traffico aereo su Istanbul. E da quel momento è cominciata una vera e propria odissea per un nutrito gruppo di italiani provenienti da Kathmandu e che avrebbero dovuto fare scalo nella megalopoli turca per poi dirigersi in patria.

Pina Biagini, un’avvocatessa toscana che fa parte del gruppo di sfortunati turisti, ha così spiegato la vicenda. “Siamo a Istanbul da venerdì, bloccati all’aeroporto come profughi. Abbiamo tantissima paura perché voglio solo ricordare che la Turchia è il luogo di attentati e proprio in questo aeroporto, non molto tempo fa, dei terroristi hanno compiuto un massacro di pendolari come noi che aspettavano di poter partire”.

La donna racconta di una situazione di grave disagio, resa ancora più preoccupante dall’atmosfera cupa che regna in aeroporto: “Siamo disperati, qui c’è il caos e l’unica cosa che ti garantiscono è l’albergo per passare la notte. Ma, per motivi di sicurezza, non ci riconsegnano neanche i bagagli. Ieri siamo dovuti addirittura andare in giro per Istanbul a comprare mutande e calzini. Abbiamo cercato di contattare l’ambasciata, ma ci dicono che non ci sono voli e, quindi, siamo costretti a rimanere qui. Ci siamo informati e per domani non c’è alcun volo disponibile. Siamo in balia di nessuno, con i mitra della polizia addetta alla sicurezza in bella vista e con una paura che ti fa tremare. La nostra unica speranza è che da Roma qualcuno si passi la mano sulla coscienza e ci dia la possibilità di tornare a casa.”

Ma a quanto sembra, come ha spiegato un altro passeggero, non tutti i voli sarebbero stati bloccati. La precedenza sarebbe stata infatti data ai viaggiatori della business class. Ma l’upgrade di livello arriverebbe a costare fino a 800 euro, rendendo così inaccessibile la soluzione alla maggior parte dei turisti.

Ancora più preoccupante la vicenda di un altro gruppo di 10 italiani provenienti dalle Maldive e fatti atterrare a Gaziantep invece che a Istanbul per le cattive condizioni meteorologiche. La cittadina si trova a circa 10 km dal confine con la Siria, e la paura è grande, tanto più che i turisti sono stati trasportati senza alcuna informazione in una serie di hotel della città.

La Turkish Airlines non ha commentato la notizia, riducendosi a invitare i passeggeri a controllare i dati del loro volo. L’ambasciata italiana ad Ankara sta monitorando la situazione, ma al momento non è possibile fare nulla per i connazionali bloccati in aeroporto.