Nella notte di ieri le autorità turche hanno fermato il cittadino uzbeko Abdulkadir Masharipov, accusato di essere il responsabile della terribile strage di Capodanno del night club di Istanbul in cui persero la vita 39 persone.

L’uomo è stato arrestato insieme al figlio di appena 4 anni e ad altre 4 persone nel quartiere di Esenyurt: si tratterebbe dei membri della cellula dell’Isis di cui avrebbe fatto parte il terrorista. I componenti del gruppo proverebbero da Senegal, Egitto, Kirghizistan e Somalia. Il killer si sarebbe lì nascosto per circa tre giorni.

Dopo essere stato catturato il 34enne Masharipov ha confessato questa mattina di essere stato l’esecutore dell’attacco terroristico, e la notizia è stata diffusa direttamente dal premier nel corso di una conferenza stampa.

Nella foto del terrorista apparsa sul quotidiano Hurriyet, che per primo ha dato la notizia, il volto dell’uomo è apparso segnato da lacerazioni e contusioni, la maglia sporca di sangue, mentre un altro uomo viene costretto a terra con un anfibio premuto sul volto.

Secondo quanto riferito dal governatore di Istanbul, il terrorista era riuscito a entrare illegalmente in Turchia dopo essere stato addestrato in Afghanistan: colto e padroneggiante quattro lingue, nel lussuoso covo in cui si era rifugiato sono stati trovati anche due pistole, un drone e quasi 200mila dollari. La moglie di Masharipov era stata arrestata lo scorso 12 gennaio in una retata nella sua abitazione di Maltepe: con lei anche la figlia di 18 mesi.

Durante la notte di Capodanno il terrorista aveva esploso ben sette caricatori di proiettili da kalashnikov all’interno del night club Reina, dove si trovavano circa 700 persone intente a festeggiare l’arrivo del nuovo anno. L’attacco era stato rivendicato dall’Isis.