Istanbul si è svegliata nel caos, sconvolta da due attentati che hanno provocato morti e feriti.

Questa notte il sonno del quartiere Sultanebylli è stato squarciato dall’esplosione di un’autobomba parcheggiata in prossimità di una stazione di polizia.

La polizia ha dichiarato che durante le prime rilevazioni degli agenti arrivati sul sito si sarebbe verificata una sparatoria con due attentatori, durante la quale costoro sarebbero rimasti uccisi insieme a un poliziotto; l’esplosione, che ha causato il crollo parziale dell’edificio di tre piani, ha invece provocato il ferimento di 10 persone tra poliziotti e civili.

Un altro incidente – non si sa ancora se correlato al primo – ha riguardato il consolato degli Stati Uniti nella capitale turca: due persone ancora non identificate hanno esploso alcuni colpi contro l’edificio amministrativo, provocando una nuova sparatoria con la polizia. Gli autori dell’attentato – a quanto pare si tratterebbe di un uomo e una donna – si sarebbero divisi per fuggire, ma secondo alcune fonti la donna sarebbe stata catturata dalla polizia; per fortuna non ci sono stati feriti.

Al momento non ci sono rivendicazioni per i due attentati di Istanbul, ma la tempistica della coppia di attacchi è sospetta, arrivando dopo una decina di giorni dal coinvolgimento della Turchia nella lotta contro lo Stato Islamico e i ribelli curdi nel nord dell’Iraq.

Gli Stati Uniti negli scorsi giorni avevano applaudito il coinvolgimento della Turchia nella crociata anti Isis, e avevano comunicato che sei caccia F-16 erano stati fatti partire dalla basa militare di Incirlink, cui seguiranno altri 30 mezzi nei prossimi giorni.

Per quanto riguarda la pista del Pkk, il Partito dei lavoratori del Kurdistan, si segnala nelle ultime ore un’escalation di violenza tra le autorità e le forze ribelli; a Istanbul si sospetta che molti degli attacchi delle recenti settimane possano essere ricondotte alla guerra portata avanti dalla frangia estremista della minoranza curda.