Nuovi preoccupanti numeri arrivano dall’Istat. Le ultime stime rilevate dall’Istituto nazionale di statistica italiano rilevano come nel nostro paese ci siano oltre 50 mila individui che risultano senza una fissa dimora. I numeri si basano sulle persone che, nel corso dei mesi di novembre e di dicembre 2014, hanno usufruito di un’accoglienza notturna, oppure del servizio mensa, nei 158 comuni in questa è stato realizzato lo studio.

Per la precisione sono 50.700 le persone che risultano senza tetto in Italia. Si tratta di un numero in aumento rispetto all’indagine precedente da parte dell’Istat, che risale al 2011 e contava 47.648 individui senza una fissa dimora. Si registra un incremento in particolare nel Sud.

A livello di percentuale, si tratta del 2,43 per mille della popolazione appartenente ai 158 comuni nei quali si è svolta l’indagine dell’Istat. Gli individui senza tetto sono in prevalenza uomini (ben l’85,7%) e stranieri (il 58,2%).

Dallo studio effettuato dall’Istat emergono poi altri dati: la maggior parte degli individui senza fissa dimora è single (76,5%), mentre il 6% vive con un partner o un figlio. Riguardo alla durata, aumentano le persone che sono senza tetto da più di 4 anni, con una percentuale salita al 21,4%, contro il 16% della precedente rilevazione.

Commentando i dati dell’Istat, il presidente della commissione Affari Sociali della Camera Mario Marazziti ha affermato: “La crisi della casa è uno dei grandi temi da affrontare con soluzioni vere. L’incremento non sorprende vista anche la fragilità dei nuclei familiari che aumenta in tempi di difficoltà economiche. Quindi purtroppo è un incremento atteso e fortunatamente non gigantesco. Ma bisogna immaginare nelle grandi città piani straordinari di edilizia sociale, recuperando il patrimonio pubblico. E rendendo affittabile a prezzi accessibli anche parte del patrimonio sfitto. Forse occorre immaginare un sistema di garanzia pubblica per quei proprietari di case che preferiscono tenere sfitti i loro beni, piuttosto che fidarsi e rischiare l’insolvenza”.

Il vicepresidente della commissione Marco Rondi della Lega Nord invoca un intervento da parte del governo, affinché “venga aumentato il fondo per l’inclusione sociale come intervento diretto, oppure attraverso un aumento della dotazione della social card. […] Il governo deve agire come per gli immigrati, per la cui accoglienza viene stanziata una somma di circa 35 euro pro capite. Vista l’emergenza dei senza fissa dimora bisognerebbe adottatare una soluzione analoga per andare incontro alla povertà, approntando un piano per permettere a chi si trova in mezzo a una strada di accedere a un diritto di assistenza tipo quello adottato per i profughi”.