Le condizioni economiche delle famiglie italiane migliora, ma non cambia la situazione di chi si trova in grave difficoltà economica, praticamente allo stesso livello del 2015.

“Nonostante il miglioramento delle condizioni economiche delle famiglie – spiega il direttore del dipartimento per la produzione statistica dell’Istat, Roberto Monducci, durante la presentazione del DEF (Documento di programmazione economica finanziaria) – nel 2016 non si è osservata una riduzione dell’indicatore di grave deprivazione materiale, corrispondente alla quota di persone in famiglie che sperimentano sintomi di disagio. Secondo i dati provvisori del 2016, tale quota si attesta all’11,9%, sostanzialmente stabile rispetto al 2015″

Ad incidere su questo dato è soprattutto la sempre molto significativa popolazione di persone giovani senza lavoro, e che faticano a trovarlo, nella fascia di età compresa fra i 25 e i 34 anni.

E proprio sul discorso del difficile rapporto fra under 35 l mondo del lavoro, Monducci dichiara: “I dati longitudinali della Rilevazione sulle forze di lavoro consentono di effettuare un’analisi delle transizioni verso l’occupazione degli individui disoccupati a un anno di distanza. L’esercizio – prosegue – è stato realizzato per i 25-34enni confrontando i tassi di permanenza e transizioni osservati tra il quarto trimestre 2015 e il quarto trimestre 2016 con quelli degli analoghi periodi dei due anni precedenti. Il 21,2% dei 25-34enni disoccupati nel quarto trimestre del 2015 è occupato un anno dopo, il 43,8% risulta ancora disoccupato e il 35% inattivo. La quota di giovani che ha trovato lavoro nel periodo è più bassa sia rispetto a quella registrata nello stesso periodo dell’anno precedente (27,9%) sia di due anni prima (24,4%)”.