Lasciano ben sperare i nuovi dati forniti dall’Istat e riguardanti l’occupazione a giugno del 2016.

Secondo l’istituto statistico, nonostante il tasso di disoccupazione sia salito all’11.6%, la situazione lavorativa del Paese manda segnali di ottimismo, in quanto i nuovi occupati sono arrivati a 71mila, mentre gli inattivi sono diminuiti di 51mila persone.

Bisogna ricordare che la definizione di disoccupazione per l’Istat è calcolata in base al rapporto tra i disoccupati veri e propri e la forza lavoro composta da occupati e disoccupati. Di fatto l’aumento totale della disoccupazione sarebbe dato dalla diminuzione di inattivi, ovvero con una maggiore attività nella ricerca di un lavoro da parte di chi non lo ha.

In totale, dunque, rispetto a un anno fa è aumento di un punto percentuale il tasso di occupazione, arrivato al 57,3%, per un totale di 329mila nuovi occupati e un calo degli inattivi di 325mila e dei disoccupati di 140mila.

Una buona ripresa dopo lo stop del primo trimestre, causato probabilmente dal taglio agli incentivi per le assunzioni a tempo indeterminato (gli sgravi da 8mila a 3250 per ogni lavoratore preso da un’azienda).

L’effetto del Jobs Act, non ha mancato di rilevare il premier Matteo Renzi, avrebbe iniziato a farsi sentire, anche grazie alla maggiore flessibilità sia in entrata che in uscita.

È necessario fare alcune precisazioni, però. Innanzitutto i nuovi occupati sono sopratutto indipendenti, mentre le nuove assunzioni a termine sono state più del doppio di quelle a tempo indeterminato. Un’inversione di tendenza molto netta rispetto all’ano scorso.

Discorso a parte quello dello disoccupazione giovanile. Nella fascia dei 15 – 24 anni i disoccupati sul totale degli attivi sono pari al 36,5%, ovvero il 3% in meno rispetto a maggio. Fuori dal calcolo gli inattivi, perché spesso e volentieri studenti. In totale il 9,8% dei giovani di questa fascia risulta disoccupato.

Tra gli over 35 invece il tasso di occupazione aumenta dello 0,1%, mentre nella fascia intermedia 25 – 34 cala della stessa cifra.

Il ministro del Lavoro Giuliano Poletti si è detto soddisfatto dei dati forniti dall’Istat, che fanno segnare dei buoni dislivelli rispetto agli ultimi anni: “Il tasso di occupazione è al livello massimo dal 2009, mentre il tasso di disoccupazione giovanile, ancora molto elevato, è ai minimi da ottobre 2012. Resta ancora molto da fare per il problema della disoccupazione, ma i dati dell’Istat danno il segno che la direzione è quella giusta e che si sta consolidando la tendenza di miglioramento del mercato del lavoro“.