L’Istat vede un rallentamento nella ripresa dell’economia italiana. I segnali peggiore arrivano dai consumi e dal clima di fiducia delle famiglie, così come spiegato nella nota mensile dell’istituto nazionale di statistica.

“Segnali meno favorevoli provengono dai consumi, dal clima di fiducia delle famiglie e dalle imprese dei servizi. In questo quadro, l’indicatore composito anticipatore dell’economia italiana ha segnato un’ulteriore discesa, prospettando un rallentamento nel ritmo di crescita dell’attività economica nel breve termine”, si legge nella nota dell’ Istat.

Gli statistici vedono però miglioramenti sostenuti dal settore manifatturiero e delle costruzioni. “Prosegue la fase di crescita moderata dell’economia italiana sostenuta dal miglioramento dei ritmi produttivi dell’attività manifatturiera e dai primi segnali di ripresa delle costruzioni, in presenza di un recupero della redditività delle imprese e di un aumento dell’occupazione”.

Attenzione però, perché in attesa degli effetti dell’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea, l’Istat, a fronte di un primo trimestre in cui le società non finanziarie hanno confermato la tendenza al miglioramento dei mesi precedenti, vede “un’evoluzione modesta ed eterogenea degli indici di fiducia nel secondo trimestre che segnalano il lieve miglioramento dei giudizi delle imprese manifatturiere e di costruzione a fronte del peggioramento di quelli delle imprese dei servizi di mercato e del commercio.

“In assenza di una quantificazione dei possibili effetti economici dell’esito del referendum del Regno Unito, l’indicatore composito anticipatore dell’economia italiana ha evidenziato un’ulteriore decelerazione, proseguendo la tendenza in atto da inizio anno”.