Se negli ultimi tempi gli indici economici e sull’occupazione in Italia erano positivi e facevano registrare segnali di ripresa, il nuovo rapporto dell’Istat su reddito e condizioni di vita nel nostro paese è invece piuttosto preoccupante. Secondo i nuovi dati, per quanto ci siano dei piccoli miglioramenti, un italiano su quattro resta infatti ancora a rischio povertà.

La crisi non è ancora lasciata alle spalle e i numeri dell’Istat fanno riflettere in proposito. Va comunque registrato un miglioramento rispetto al passato. Nel corso degli ultimi tre anni sono diminuiti del 25% gli italiani che sostengono di non potersi permettere un pasto adeguato. In calo da 51% al 49,5% anche chi dichiara di non potersi permettere un fine settimane fuori casa, e in discesa dal 40,2% al 38,8% chi dice di non potersi permettere una spesa imprevista di 800 euro.

Rispetto al resto dell’Unione Europea i numeri segnalati dall’Istat restano comunque deludenti. Il 24,4% della nostra popolazione è a rischio povertà o esclusione sociale, dietro soltanto a Romania, Bulgaria, Grecia, Lettonia e Ungheria e su livelli che sono “molto simili” a quelli di Spagna, Croazia e Portogallo. La situazione è poi particolarmente allarmante nel Sud Italia, dove il 45,6% delle persone risulta a rischio povertà.

La Coldiretti lancia inoltre l’allarme sull’alimentazione di molte famiglie: “Restano comunque oltre 6 milioni gli italiani che vanno ben oltre il rischio di povertà e non hanno denaro a sufficienza neanche per alimentarsi adeguatamente”.

L’Unione nazionale consumatori commenta invece il rapporto Istat dichiarando: “Il fatto che quasi il 50% degli italiani non possa permettersi di andare in ferie per una settimana, per quanto nel 2013 la percentuale fosse al 51%, vuol dire, comunque, che stiamo peggio rispetto al Dopoguerra, quando anche le famiglie di operai, in agosto, con la chiusura delle fabbriche, potevano tornare nel loro paese d’origine e passare le vacanze con i parenti. Restano dati da Terzo Mondo, inaccettabili per un Paese che vuole definirsi civile”.

Notizie non troppo positive anche dai dati Istat sul reddito medio, che nel nostro paese è di 24.310 euro annui. Federconsumatori e Adusbef sottolineano che questo è “un quadro ancora sconfortante sulle condizioni economiche in cui si trovano le famiglie nel nostro Paese”.