Sono in tutto sette le persone arrestate nel corso di un’indagine riguardante le forniture di prodotti per i malati terminali all’interno dell’Istituto dei tumori di Napoli, la Fondazione Giovanni Pascale.

Un primario della struttura, Francesco Izzo, direttore del reparto di oncologia chirurgica addominale, è finito agli arresti domiciliari insieme alla moglie.

Coinvolto anche personale della Asl Napoli 1, tra cui il vertice Elia Abbondante, i quale riveste nella vicenda un ruolo molto importante, essendo stato responsabile delle procedure amministrative per gli acquisti della Fondazione Pascale.

Nel blitz della Guardia di Finanza, che ha operato anche sequestri patrimoniali, sono finiti poi alcuni personaggi facenti parte dell’azienda che forniva i macchinari utilizzati per trattare casi di tumore al fegato.

Per i sette arrestati al termine dell’inchiesta dei pm John Woodcock e Celeste Carrano, coordinata dal procuratore aggiunto Alfonso D’Avino l’accusa è di corruzione.

Le indagini hanno dimostrato che gli acquisti del materiale oncologico avvenivano tramite accordi privati: il primario decretava che i macchinari scelti fossero ritenuti gli unici idonei per uno specifico tipo di cure, e quindi ne caldeggiava l’acquisto.

La società che si occupava di distribuire i prodotti era però della moglie del medico, il quale avrebbe così preso una percentuale notevole sui ricavi, gonfiata anche dal contestuale aumento dei prezzi applicato.

Tuttavia le trattative non sarebbero state eseguite in segreto, in quanto il conflitto di interessi del primario sarebbe stato ben noto all’interno dell’Istituto dei tumori di Napoli, anche sulla scorta di esempi analoghi relativi ad altre strutture sanitarie simili.