No, non è un discorso da bar. A spiegarlo è la Cgia che, mettendo a confronto la pressione fiscale dello scorso anno nei principali Paesi europei, è riuscita a fare i conti in tasca ai cittadini dell’Ue svelando che ogni italiano ha ipoteticamente versato al fisco ben 598 euro in più rispetto agli altri Paesi. A spendere di più soltanto Francia, Belgio e Svezia dove sono stati sborsati la bellezza di 1.765, 1.196 e 712 euro. Tutti gli altri, eccetto l’Austria che ha registrato il nostro stesso carico fiscale, hanno pagato meno tasse di noi.

Pagare meno tasse ha comportato nei Paesi europei un risparmio di tassazione pro capite, rispetto ai cittadini italiani, pari a 541 euro in Germania, a 996 euro in Olanda, a 1.964 euro nel Regno Unito e persino a 2.164 euro in Spagna. La Cgia, invece, relativamente al nostro Paese ha spiegato che il dato non tiene conto dell’effetto del “bonus Renzi”, i famosi 80 euro elargiti ai dipendenti con retribuzioni medio-basse e che è costato allo Stato 9,5 miliardi di euro. Importo che è stato contabilizzato come spesa aggiuntiva nel bilancio dell’amministrazione pubblica. Quindi, se si volesse ricalcolare la pressione fiscale considerato i 9,5 miliardi di euro come un taglio delle tasse, la pressione fiscale scenderebbe al 41,6%.