Diciamolo francamente. C’è il rischio che nei prossimi mesi si possa tornare a votare. Gli italiani potrebbero essere chiamati, ancora una volta, a scegliere i propri rappresentanti nella speranza che, stavolta, non esca fuori un Parlamento diviso in tre, tra Movimento Cinque Stelle, centro-destra e Pd. Al momento non sembra esserci, però, alcuna via d’uscita, non c’è luce in fondo al tunnel. Da una parte c’è Di Maio che “non contempla alcuna ipotesi di governo istituzionale” e che ribadisce di essere lui il candidato Premier scelto dagli italiani. Il M5s, infatti, è la forza politica più votata nelle ultime elezioni.

È anche vero, però, che la coalizione più votata, che ha raggiunto percentuali superiori a quella del M5s, è senza dubbio (e numeri alla mano) quella formata dal trio Salvini-Berlusconi-Meloni con il leader della Lega che ha l’ha spuntata su tutti, superando persino il partito del Cavaliere. Per questo motivo Matteo Salvini – anche lui, ci viene da dire – si autoproclama Presidente del Consiglio.

Insomma, ci troviamo di fronte a due leader, Di Maio e Salvini, che vogliono fare i Premier ma che, da soli, non hanno i numeri per governare, non hanno la maggioranza. L’unico modo per mettere in piedi un Governo sarebbe quello di scendere a patti: tutti (o quasi) hanno ribadito a gran voce di non voler dialogare con Di Maio, di non voler creare né sostenere un Governo grillino. Il Pd, ad esempio, ha scelto di stare all’opposizione, stando alle parole di Matteo Renzi; il centro-destra, che ha duramente attaccato i Cinque Stelle in campagna elettorale, dal canto suo difficilmente potrà “sposare” un programma targato Di Maio.

Il risultato? L’Italia non ha un Governo, ci sono due vincitori ma nessuno dei due ha i numeri per governare. La soluzione? Tornare al voto il prima possibile.