È stato un vero e proprio boom quello registrato nel 2015 riguardo alle cifre degli italiani all’estero: secondo le stime della Fondazione Migrantes, che oggi ha presentato il rapporto Italiani nel mondo 2016, lo scorso anno gli espatriati sono stati 107mila.

I dati sono stati ricavati dalle iscrizioni all’Aire, l’Anagrafe degli italiani residenti all’estero. Il confronto con l’anno precedente ha fatto segnare un incremento del 6,2%, con una prevalenza dei nostri concittadini tra i 18 e i 34 anni (ovvero il 36,7%). Si conferma dunque il trend della ricerca di fortuna all’estero che è stato registrato dal 2006: in una decade la mobilità tricolore ha infatti visto una crescita notevole pari al 54,9%.

La meta preferita resta ancora una volta la Germania, con circa 16mila partenze, seguita poi da Regno Unito (forse ancora per poco), quindi Svizzera e Francia. Si tratta di nazioni piuttosto vicine, che confermano la preferenza per le mete europee – il 69,2% del totale – con un significativo calo dell’attrazione suscitata dall’America del Sud (-14,9%).

Nel caso specifico della migrazione di giovani italiani, si legge nel report, si può descrivere un caso particolare trasferimento “in itinere“, che “può modificarsi continuamente perché non si basa su un progetto migratorio già determinato ma su continue e sempre nuove opportunità incontrate“. Pare invece vi sia un rovesciamento di fronte per quanto riguarda la classica contrapposizione tra Nord e Sud, con la tendenza a un bilanciamento delle tendenze: “Pur restando indiscutibilmente primaria l’origine meridionale dei flussi, si sta progressivamente assistendo a un abbassamento dei valori percentuali del Sud a favore di quelli del Nord del Paese“.

Le regioni che forniscono il maggior numero di migranti italiani sono infatti Lombardia, con 20.088 partenze, e Veneto, con 10.374; seguono poi Sicilia (9.823), Lazio (8.436), Piemonte (8.199) ed Emilia Romagna (7.644).

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha commentato questi dati richiamando alla memoria la storia italiana: “Il nostro Paese ha una storia antica di emigrazione. Una storia di sofferenze e di speranze. Una storia di riscatto sociale, di straordinarie affermazioni personali e collettive, ma anche di marginalità patite e di lacerazioni. Oggi il fenomeno degli italiani migranti ha caratteristiche e motivazioni diverse rispetto al passato. Riguarda fasce d’età e categorie sociali differenti. I flussi tuttavia non si sono fermati e, talvolta, rappresentano un segno di impoverimento piuttosto che una libera scelta ispirata alla circolazione dei saperi e delle esperienze”.