L’Istat ha presentato oggi il Rapporto annuale 2013, cioè la fotografia statistica dell’Italia nel 2012. Una sezione molto importante di questo resoconto elaborato dall’istituto nazionale di statistica è dedicata al punto di vista dei cittadini. Si analizza cioè l’opinione degli italiani sui diversi aspetti della vita. Fra questi viene rilevato anche il grado di soddisfazione nella qualità dei servizi e la fiducia nelle istituzioni.

Ebbene, in un quadro generale di elevata incertezza, soprattutto economica, da parte dei cittadini, anche da un punto di vista numerico arriva la conferma di ciò che le ultime elezioni hanno evidenziato in modo molto rumoroso (sebbene ancora adesso ci sia chi non vuole sentire): gli italiani sono profondamente insoddisfatti dalle istituzioni pubbliche e dalla politica. In una scala di giudizio da 0 a 10, solo vigili del fuoco e forze dell’ordine riscontrano valutazioni positive, mentre i politici godono di un’opinione molto bassa. Sulla popolazione di età superiore ai 14 anni i vigili del fuoco hanno un voto medio di 8,1; le forze dell’ordine hanno ricevuto 6,5; il Parlamento 3,6 (foto by InfoPhoto); i partiti politici 2,3. Vanno leggermente meglio le istituzioni locali, ma sono anch’esse inesorabilmente bocciate: regioni e province hanno ottenuto un voto medio di 3,7; i comuni 4,5.

Dall’analisi dell’Istat emerge la conferma di un altro elemento che il buon senso suggeriva: il criterio dal quale più dipende il giudizio sulle istituzioni locali è quello della vivibilità del territorio, la possibilità di accedere a servizi pubblici di qualità e di avere buone condizioni socio-ambientali nella zona in cui si risiede. Influiscono di più sul giudizio dei comuni la presenza di sporcizia nelle strade e le condizioni del manto stradale, oltre alla percezione del rischio di criminalità; importante nel giudizio anche l’efficienza dei servizi, come code negli uffici o trasporto pubblico di bassa qualità.