La legge elettorale, l’Italicum, avanza al Senato. Ok all’emendamento Esposito, che conferma la linea Renzi sul voto alla lista e i capolista bloccati- insomma hanno votato l’impianto di legge che secondo Miguel Gotor della minoranza Pd, dovrebbe portare ad un “70% di eletti scelti da Renzi e Berlusconi, il 30% di eletti con le preferenze“. Il cavilloo soprannominato “super canguro” è passato con 175 sì, 110 no e 2 astenuti.

In questo modo sono caduti 35.000 proposte di modifica della legge elettorale – ne sono state presentate 47.000. Pollice verso ai due emendamenti di Miguel Gotor. Dalle votazioni esce fuori il famigerato “partito della Nazione”, che comprende il Pd renziano, i centristi di Area popolare (Ncd-Udc) e gran parte di Forza Italia.

Con le votazioni sull’Italicum., il premier ha sostituito la minoranza del suo partito con il grosso di Forza Italia – che è spaccata ma meno del Pd. Altro dato rilevante è che l’asse Renzi-Berlusconi conta al Senato – dove la maggioranza è più debole di oltre 170 voti.

Nel Partito Democratico la fronda dei 29 firmatari del documento Gotor, si è allargata ad un trentesimo nome – quello di Roberto Ruta – c’è poi da aggiungere che due senatori della minoranza (Felice Casson e Rosaria Capacchione) non hanno preso parte al voto, mentre Josefa Idem si è astenuta. Da Davos, Matteo Renzi canta vittoria sul tema e difende l’Italicum “Darà una leadership chiara e stabilità di governo. L’Italia va avanti, chi prova a interrompere tutte le volte il percorso delle riforme possiamo dire che, per il momento, non ce la fa“.

E ora? Sono possibili novità nel centrodestra, che secondo, Lorenzo Cesa dell’Udc “potrebbe unirsi dentro la stessa lista come avviene in Francia con l’Ump“.  poi c’è il nodo Quirinale. Per il nuovo Presidente della Repubblica c’è da aspettarsi un Renzi e Berlusconi contro il resto del mondo.

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