Siamo ai titoli di coda. A meno di sorprese l’Italicum dovrebbe diventare legge dello Stato tra oggi e domani. Ieri, dopo un ritardo causato dalla chiusura dell’aeroporto di Linate, il Senato ha votato due emendamenti proposti dalla senatrice del Partito democratico Anna Finocchiaro e dei capigruppo della maggioranza che rappresentano il cuore stesso della legge elettorale ed applicano il Patto del Nazareno.

Che cosa dicono i due emendamenti? Nell’Italicum si porta dal 37 al 40% la soglia che un partito deve raggiungere per ottenere il premio di maggioranza. Se non viene raggiunto ci sarò un ballottaggio tra i due partiti con il maggior numero di voti. ai listini bloccati viene sostituito un sistema in cui il capolista di ciascuna lista nei 100 collegi è bloccato, mentre per gli altri valgono le preferenze. Da ricordare infine l’emendamento con il quale si stabilisce che  la legge entra in vigore il 1 luglio 2016.

Un altro emendamento da segnalare è quello del senatore Pd Roberto Cociancich che permette il voto per posta per i cittadini che sono all’estero per motivi di lavoro, studio o cure mediche “per un periodo di almeno tre mesi nel quale ricade la data di svolgimento della medesima consultazione elettorale“.

In Parlamento non si lavora solo sulla nuova legge elettorale, si sta andando avanti anche sul ddl Boschi che punta a modificare la Costituzione, nonostante l’ostruzionismo del Movimento 5 Stelle e i mal di pancia in Forza Italia. E’ passata l’abolizione delle Province dalla Carta, e si stabilisce che nelle votazioni per l’elezione del Presidente della Repubblica, dal quarto voto – e non più dal quinto – il quorum per l’elezione è dei 3/5 dell’assemblea, e dal settimo – e non più dal nono – si scenda ai 3/5 dei votanti.

Un’ultima annotazione: si prevede che sia il presidente della Camera a esercitare “le funzioni del Presidente della Repubblica nel caso in cui questi non possa adempierle“, mentre al presidente del Senato spetta convocare e presidere il Parlamento in seduta comune.

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