Dopo il voto del Senato del 27 gennaio, è arrivato nel tardo pomeriggio di oggi – esattamente alle 18.20 – il sì definitivo di Montecitorio all’Italicum, che è diventato legge grazie ai 334 voti a favore – a cui vanno aggiunti i 4 astenuti ed i 61 contrari. Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia hanno formalizzato la richiesta di voto segreto e confermato la scelta dell’Aventino lasciando l’Aula della Camera pochi minuti prima del voto finale.

Il Movimento 5 Stelle, Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia hanno chiesto il voto segreto e poi sono usciti dall’aula durante la dichiarazione di voto del vicesegretario del Pd, Lorenzo Guerini. Al proprio posto sono restati poco meno di dieci deputati azzurri e i deputati di Sel. Secondo i tabulati delle votazioni, alcuni esponenti del Pd hanno deciso di astenersi e altri non hanno partecipato al voto. Tra gli astenuti Marilena Fabbri – ha pianto dopo la fiducia -, Antonella Incerti e Donata Lenzi. Non hanno invece partecipato al voto due prodiani come Sandra Zampa e Franco Monaco e i bersaniani Michela Marzano, Giacomo Portas e Davide Zoggia. Dopo il voto finale sono arrivati i commenti via Twitter di Matteo Renzi e della ministra per le Riforme Maria Elena Boschi .

A dire ‘no‘ sono stati anche i deputati Pd Pippo Civati, Marco Meloni, Enzo Lattuca e Stefano Fassina – mentre Rosy Bindi ha dichiarato: “Se le opposizioni usciranno dall’aula, io voterò no. Se invece restano, allora esco io“. Intanto il presidente dei deputati di Forza Italia Renato Brunetta chiede “al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella” “di riflettere prima di firmare questa legge“.

Sulla stessa lunghezza d’onda l’M5S, che rivolge un appello al presidente della Repubblica: “Noi da cittadini chiediamo di non firmare quella legge che porta con se principi di incostituzionalità che portava il porcellum” – lo ha detto Danilo Toninelli, deputato M5s. L’invocazione del cittadino è terminata così: “questi cittadini le stanno chiedendo coraggio. E’ una scelta molto coraggiosa, ma che serve per il bene del Paese e per la nostra libertà“.