L’Italicum oggi verrà messo per la prima volta alla prova del voto in aula e insieme ad esso anche il governo di Matteo Renzi si gioca il suo futuro. All’ora di pranzo la nuova legge elettorale affronterà il suo primo passaggio alla Camera dei Deputati.

Le prime votazioni che riguardano le pregiudiziali di costituzionalità e di merito presentate dalle opposizioni avverranno quest’oggi. Si tratta soltanto di un passaggio iniziale per il percorso della proposta di legge elettorale. Un percorso che si preannuncia fin da ora lungo e ricco di ostacoli per il governo Renzi.

All’interno del Pd, nel corso della mattinata ci sono stati vari incontri e discussioni tra la maggioranza e la minoranza del partito per riuscire a trovare un punto di convergenza. Se la Camera voterà a favore delle pregiudiziali, l’Italicum verrebbe subito affossato e quindi si tratta di una votazione fondamentale.

Sul discusso Italicum è intevenuta questa mattina Debora Serracchiani del Pd. L’attuale presidente della Regione Friuli-Venezia Giulia, nonché ex deputata al Parlamento europeo con il Partito Democratico dal 2009 al 2013, ha dichiarato a Radio 24: “Noi ci siamo impegnati a fare le riforme e se non riusciamo a farle è giusto anche che andiamo dal presidente della Repubblica a dire qual è la situazione. Stiamo tentando in tutti i modi di evitare la fiducia, dopodiché è chiaro che il governo farà le sue valutazioni anche alla luce dell’esito della giornata di oggi dove ci saranno dei passaggi fondamentali. […] Abbiamo sempre detto che la riforma elettorale era una delle più importanti ed è chiaro che non solo è in ballo la dignità del Pd, ma anche la tenuta del governo.”

La Serracchiani lancia quindi l’ipotesi di andare al Quirinale, nel caso l’Italicum non passi la prova del Parlamento. Sulla stessa linea sembra d’altra parte anche Matteo Renzi. Negli scorsi giorni il premier ha dichiarato che insieme alla legge elettorale si decide il futuro del suo esecutivo e al momento non si sa ancora se il governo ha intenzione di mettere la fiducia o meno sulla votazione dell’Italicum.