È stata fissata per il 21 settembre la discussione in Aula della riforma dell’Italicum, durante la quale si voterà la mozione presentata in questi giorni da Sinistra Italiana.

Il partito ha infatti chiesto che vengano azzerate tutte le norme in vigore dal 1 luglio per poter redarre da capo una nuova legge. La maggioranza – e ovviamente in prima battuta il Pd – stanno valutando la proposta, ma c’è anche una concreta possibilità che i Democratici possano presentare una propria mozione.

Al momento non ci sono schieramenti interni, e proprio per questo è stata indetta una riunione di gruppo alla vigilia del voto, il 20 settembre. Un dirigente spiega che in questo caso il testo scritto da Sinistra italiana non potrebbe essere accettato dal Pd perché basato sulla premessa dell’incostituzionalità dell’Italicum.

Il capogruppo di Sel Arturo Scotto ha infatti affermato che “il Parlamento ha la possibilità, dopo la fiducia che è stata una lesione alla sua autonomia, di intervenire sull’Italicum e tentare di rimediare all’incostituzionalità della legge elettorale oggetto di un ricorso presso la Corte costituzionale.”

Matteo Renzi invece starebbe ipotizzando un nuovo testo in cui, pur mantenendo integra la legge, si darebbe avvio a un confronto in Parlamento, ribadendo l’importanza della governabilità come precondizione.

Vera spina del fianco per Renzi è però Massimo D’Alema, che sta portando avanti la promozione del Comitati del No al Referendum Costituzionale. Riguardo all’Italicum il politico ha infatti affermato che la vera ragione della ridiscussione della legge elettorale “è che hanno scoperto che i ballottaggi li vince il M5s, non è che si sono commossi per la minoranza del Pd. Io credo che l’Italicum bisogna ridiscuterlo e che lo deve fare tutto il Parlamento. L’unica garanzia che si ridiscuta è che vinca il no al referendum“.