L’Italicum ha iniziato il suo percorso in Parlamento in maniera molto discussa ma per il momento positiva, almeno per il governo di Matteo Renzi. La nuova legge elettorale ha infatti incassato ieri la fiducia della Camera, con un’ampia maggioranza.

Il destino dell’Italicum è legato a doppio filo a quello del governo. Renzi ha deciso di mettere la fiducia alle votazioni che riguardano il nuovo disegno di legge elettorale. Una scelta parecchio contestata, ma che ieri ha ottenuto la prima approvazione da parte della Camera.

L’articolo 1 dell’Italicum ha avuto 352 voti a favore, contro 207 contrari e 1 astenuto sui 560 deputati presenti in aula ieri alla votazione. Naturalmente soddisfatto il premier Renzi, che come di consueto si è affidato a Twitter per commentare: “Grazie di cuore ai deputati che hanno votato la prima fiducia. La strada è ancora lunga ma questa è #lavoltabuona”. Parole positive sono arrivate anche dal Ministro per le Riforme Maria Elena Boschi: “Siamo in linea con i numeri delle altre fiducie”.

Per quanto la prima votazione sull’Italicum abbia ottenuto una larga maggioranza, la scelta di mettere la fiducia è destinata a portare degli strascichi all’interno del Pd. Ieri al voto non hanno partecipato vari nomi illustri del partito come Pier Luigi Bersani, Pippo Civati, Rosy Bindi, Enrico Letta, Gianni Cuperlo e Roberto Speranza, che già negli scorsi giorni aveva presentato le sue dimissioni da capogruppo.

Civati ha commentato la sua scelta dicendo che: “Addolora non votare”. Dello stesso avviso Cuperlo, che ha dichiarato: “Amareggia e addolora non votare la fiducia perché mi sento parte di una comunità, ma è un segnale legittimo e necessario per uno strappo incomprensibile”.

Nonostante la scelta di non partecipare al voto, Bersani smentisce le voci di una sua uscita dal Partito Democratico: “Io non esco dal Pd, bisogna tornare al Pd. Il gesto improprio di mettere la fiducia lo ha fatto Renzi, non io. È lui che ha fatto lo strappo”.

Tra i voti inattesi ci sono stati quelli di tre deputati rappresentanti di Area Popolare: Nunzia De Girolamo, Angelo Cera e Giuseppe De Mita. La De Girolamo ha spiegato questa decisione dichiarando: “Non condivido il metodo di Renzi”.

Oggi alla Camera sono attese la seconda e la terza votazione sull’Italicum, mentre dopo il primo maggio è previsto il voto finale a scrutinio segreto.