L’Italicum ormai è legge. Manca soltanto la firma del presidente della Repubblica, ma sembra non ci siano più ostacoli di fronte al governo di Matteo Renzi. Sergio Mattarella non pare infatti intenzionato ad accogliere l’appello delle opposizioni e, senza perdere ulteriore tempo, dovrebbe firmare già oggi.

L’Italicum ieri è stato approvato dalla Camera dei Deputati a larga maggioranza con 334 sì, 61 contrari e 4 astenuti. Le opposizioni composte da Forza Italia, Movimento 5 Stelle, Lega Nord e Fratelli d’Italia invece, dopo aver chiesto il voto segreto, hanno abbandonato l’aula e non hanno partecipato alla votazione.

Sergio Mattarella non ha intenzione di appoggiare la richiesta da parte dei grillini e dei parlamentari di Forza Italia di non mettere la firma all’Italicum. La Costituzione concede al presidente della Repubblica 30 giorni per firmare una riforma appena timbrata dal Parlamento ma, secondo indiscrezioni, pare che Mattarella voglia dare il suo assenso appena la legge arriverà sulla sua scrivania, quindi probabilmente già in giornata.

Il presidente della Repubblica era tra i giudici costituzionali che oltre un anno fa bocciarono il Porcellum, ma per quanto riguarda la costituzionalità dell’Italicum non sembra nutrire dubbi e quindi dovrebbe mettere la sua firma il prima possibile, anche per non alimentare dubbi e incertezze all’interno del governo Renzi.

Il premier incassa quindi il risultato favorevole ottenuto in Parlamento, commentando su Twitter: “Impegno mantenuto, promessa rispettata. L’Italia ha bisogno di chi non dice sempre no. Avanti, con umiltà e coraggio”. È indubbio comunque che il voto sulla nuova elettorale è destinato a lasciare degli strascichi di polemiche all’interno del Partito Democratico e in generale della maggioranza del governo di Matteo Renzi.

Ieri alla Camera tra i 40 e i 45 “dissidenti” del Pd, tra cui Bersani, Letta, Cuperlo, Bindi e Fassina, hanno votato contro la legge e anche in Scelta civica e Area popolare si è creato qualche malcontento. Intanto però l’Italicum è diventato legge. Salvo inattese sorprese dell’ultimo minuto da parte di Sergio Mattarella.