Matteo Renzi torna a prendere posizione in materia di legge elettorale, difendendo a spada tratta il suo Italicum dalle insofferenze sempre più manifeste della minoranza del suo stesso partito, apparentemente compatta attorno alla scelta di votare no alla riforma. A margine del suo intervento all’inaugurazione del Salone del Mobile di Milano, il premier ha diffidato Area Riformista dal considerare l’iter delle riforme come una “partita a Monopoli“, in cui “si può ricominciare daccapo e tornare a Vicolo Corto“, dando sfoggio della consueta retorica ad alta digeribilità. “Entro la fine dell’anno il grande processo di riforma del paese sarà portato a compimento. Dopo mesi e anni di discussioni è ora di decidere“.

Il destinatario del messaggio non è coperto da alcun mistero. Nei giorni scorsi Area Riformista, la minoranza interna al PD considerata più vicina alle opposizioni per quanto riguarda la volontà di emendare la legge elettorale proposta dal governo, aveva presentato un documento, firmato da circa una settantina di deputati dem, con il quale ci si appellava al dialogo per modificare il testo dell’Italicum. Nonostante le parole concilianti del vicepresidente della Camera Marina Sereni (“alla fine prevarrà il senso di unità“), la fronda interna al Partito Democratico non sembra destinata a pacificarsi. “Sarebbe totalmente sbagliato se il governo decidesse di porre la fiducia sulla riforma elettorale“, ha dichiarato Nico Stumpo al termine della riunione di Area Riformista. “Nella discussione di oggi abbiamo ribadito la necessità di riaprire il dialogo per evitare che si restringa il consenso attorno a questa riforma, e continueremo a fare in modo che questa linea possa passare all’Assemblea di domani“.

Mercoledì, infatti, è stata convocata l’assemblea del Gruppo L’intento di Area Riformista è chiaro, come spiega lo stesso Stumpo: “Se si deciderà di portare avanti la riforma senza alcun cambiamento, noi continueremo a sostenere le nostre posizioni, che al momento significano un voto contrario“. Sulla stessa linea d’onda anche Davide Zoggia: “Sul no di domani a questa riforma della legge elettorale c’è l’unanimità, vedremo poi le mosse di Renzi. Dipenderà innanzitutto se mette la fiducia o no“. Il fronte del no, manco a dirlo, comprende anche Forza Italia. Il direttivo ha infatti deciso all’unanimità di respingere una legge elettorale considerata “blindata”, per citare le parole usate da Renato Brunetta su Twitter, e di presentare “pochi emendamenti, ma forti e determinati, nei quali tutto il gruppo possa riconoscersi“.