Non è mai stata utilizzata, ma sta già per essere modificata. L’Italicum, la tanto discussa riforma elettorale, ad appena 83 giorni dalla sua entrata in vigore oggi tornerà di nuovo alla Camera, dove i deputati saranno chiamati a votare le mozioni.

Tra i contrari all’Italicum c’è anche il Movimento 5 Stelle, che propone al suo posto un sistema proporzionale che preveda le preferenze. I grillini chiedono: “circoscrizioni medio-piccole che, oltre a garantire rappresentatività e vicinanza agli elettori, favorisca l’aggregazione fra le forze politiche piccole e medio-piccole” con una proposta che è già stata ribattezzata Democratellum.

Matteo Renzi, da New York, non ha mancato di commentare la loro ferma opposizione, dichiarando in maniera leggermente ironica, ma anche con un’apertura nei confronti delle modifiche: “Non so se le sindache grilline sono d’accordo con l’abolizione del ballottaggio, ma noi siamo disponibili a cambiare, ora aspettiamo Berlusconi e Salvini”.

A proposito dell’Italicum, Renzi ha poi aggiunto: “La discussione viene gestita dal Parlamento, il Governo ha dato disponibilità a intervenire nei modi e nei tempi che il Parlamento deciderà”.

Risponde al M5S anche il senatore del Pd Andrea Marcucci, che afferma: “Tanto rumore per nulla, il M5S vuole il ritorno alla prima Repubblica”.

Intanto oggi si votano anche le mozioni di Sinistra Italia, che chiede l’abrogazione dell’Italicum per profili d’incostituzionalità. Il Pd ha invece deciso di accettare la proposta da parte dell’Ncd di Angelino Alfano che ha richiesto che vengano inserite le preferenze, oltre al premio per la coalizione, e proporrà così una mozione comune di maggioranza.