La Presidente della Camera Laura Boldrini ha sollecitato il Senato ad approvare la legge sullo ius soli approvata dalla Camera a ottobre. La Boldrini ha spiegato che l’Italia è fuori tempo massimo e occorre accelerare per riconoscere la cittadinanza ai nuovi italiani, anche per arginare il calo demografico:

Non è la legge ideale, ma è comunque una svolta. Il nostro Paese invecchia e dobbiamo incentivare le politiche alla famiglia e riconoscere che ci sono nuovi italiani.

Le dichiarazioni della Boldrini sull’urgenza di approvare la legge sullo ius soli hanno suscitato lo sdegno di Forza Italia. Il presidente dei senatori azzurri Paolo Romani ha definito deplorevole il sollecito della Presidente della Camera, accusandola di voler influenzare l’agenda del Senato. Romani ha poi annunciato battaglia in Senato per modificare radicalmente il testo.

Ius soli, Gasparri: Boldrini non dia ordini al Senato

Anche il vicepresidente del Senato Maurizio Gasparri ha criticato Laura Boldrini, invitandola a non dare ordini al Senato che è un organo autonomo e può prendersi tutto il tempo per esaminare e modificare una legge. A schierarsi con Laura Boldrini è stato invece il presidente della commissione Affari Sociali della Camera Mario Marazziti (Democrazia Solidale-CD),  che auspica l’approvazione definitiva della legge sul diritto di cittadinanza entro la fine del 2016. Un obiettivo che ora sembra un miraggio, dal momento che la legge sembra essere sparita dall’agenda del Senato.

Le parole di Laura Boldrini hanno infiammato anche gli animi di CasaPound. Il vicepresidente Simone Di Stefano ha proposto ironicamente di concedere la cittadinanza italiana ai profughi ancora prima che sbarchino:

Vorrebbero dare cittadinanza immediata a chiunque entra in questa nazione, forse nemmeno aspettando che facciano i figli con lo ius soli. Potremmo andare sulle coste dell’Africa e regalare la cittadinanza a tutti, così appena arriveranno qui potranno votare per la Boldrini.

Di Stefano ha criticato l’idea di Europa multietnica della Boldrini, sostenendo che i veri cittadini europei sono quelli che si riconoscono nelle bandiere nazionali macchiate del sangue degli eroi.