Tra contestazioni e insulti da parte di Lega e PdL, il ministro per l’Integrazione Cecile Kyenge ha iniziato il suo incarico districandosi tra mille avversità. Avevano iniziato Salvini e Maroni con un educato “Mi piace ma non mi piace ciò che dice”, seguiti da Borghezio “Mi è parso avesse l’aria di una casalinga. Mi sembra una scelta del c…o (detto chiaro e tondo) e un elogio dell’incompetenza”. Poi ci ha pensato Boso alla ‘Zanzara’ con un “Sono razzista. Deve tornarsene in Congo” emulato in tono minore dal presidente del Veneto Zaia il quale ha chiesto a gran voce che “il nuovo ministro venga a Vicenza a rendere visita alla vittima di stupro”.

Viene difficile pensare che se fosse stata bianca la Kyenge (foto by InfoPhoto) avrebbe ricevuto gli stessi ‘apprezzamenti’. Ma lei prosegue, senza paura, a portare avanti la sua causa. Domenica, nel corso della trasmissione ‘In mezz’ora’ di Lucia Annunziata, ha ribadito di voler istituire “ius soli”, il diritto di cittadinanza per chi nasce sul territorio italiano indipendentemente dalla cittadinanza dei genitori: “Bisogna lavorare sul buon senso e sul dialogo, trovare le persone sensibili. Ce lo chiede la società, l’Italia sta cambiando”.

L’Annunziata ha proposto al ministro come possibile testimonial di questa campagna Mario Balotelli“Mi sembra una buona idea – ha replicato il Ministro -, non lo conosco personalmente ma so che sta subendo atti di razzismo a cui comunque riesce a rispondere tenendo la testa alta, dando così un forte contributo all’Italia”. L’ago della bilancia potrebbe essere proprio SuperMario, che rientra nella classifica delle 100 persone più influenti al mondo e che ha accolto l’invito con entusiasmo: “Sono disponibile a qualsiasi iniziativa che provenga dalle istituzioni tesa alla lotta al razzismo e alle discriminazioni”. 

Ma sullo Ius soli Gasparri sentenzia “Non è praticabile” mentre Schifani si appella a Letta affinché “inviti i suoi ministri a una maggiore sobrietà, prudenza e cautela evitando annunci che non rientrano nel programma di governo”. L’accordo sul tema appare un miraggio ma il culmine viene raggiunto dalla deputata Elvira Savino che ieri ha replicato piccata: “Dopo il ddl sullo ‘ius soli’ il ministro intende presentarne uno sulla poligamia praticata dalla sua famiglia in Congo?”. Chiaro riferimento alla situazione familiare della Kyenge, nata in un Paese dove la poligamia è una pratica sociale diffusa e accettata. Una provocazione che sul web ha suscitato l’immancabile ironia: il Twitter di Antonio Bassolino parla da solo.