La questione della legge sullo ius soli continua a dividere il mondo politico italiano. I toni si fanno sempre più aspri, nonostante le ultime notizie non facciano pensare alla possibilità di una maggioranza in grado di approvare il provvedimento in tempi brevi.

La Lega Nord, che della contrarietà all’estensione della cittadinanza ai cittadini stranieri ha fatto un proprio cavallo di battaglia, ha protestato duramente attraverso il suo leader.

Matteo Salvini ha infatti di recente dichiarato che il suo partito è pronto a tutto pur di fermare il ddl, anche dopo la finanziaria come auspicato da Romano Prodi: “Se provano a a iniziare a pronunciare la parola ius soli blocchiamo il Parlamento. E se non basta bloccarlo dentro lo blocchiamo fuori”.

Il volto del Carroccio ha anche voluto spiegare come mai non si sia fatto vedere in Camera e Senato in questi giorni così delicati, ovvero dopo il sequestro di alcuni conti della Lega Nord: “Non si chiama Aventino. Domani e giovedì avremo due giorni di lavoro nelle zone terremotate a cui parteciperò anche io. Considerato il programma ridicolo dei lavori parlamentari di questa settimana ed il trattamento che è stato fatto alla Lega, andiamo in mezzo alla gente”.

Di tutt’altro avviso Giuliano Pisapia, il quale in una lettera scritta a Repubblica ha affermato che “l’approvazione dello Ius soli sarebbe un atto di civiltà contro la resa allo spirito dei tempi. Una risposta non rassegnata al disorientamento e alla paura. La prova che siamo capaci di riprendere quell’egemonia culturale che la sinistra, l’associazionismo laico e cattolico, il civismo e la tradizione liberale, sembrano avere smarrito. Per questo lo Ius soli è una grande cosa. Per questo è da qui che vogliamo partire”.